lunedì 26 febbraio 2018

[Valutazione] Il Caso Maghnet - CestaroEnrico


Nome dell'opera: Il Caso Maghnet
Autore: CestaroEnrico
Genere:
Mistero/Thriller
Valutazione: primi 5 capitoli
Lettura: primi 10 capitoli
Punteggio: 70/100

1) GRAMMATICA 2/25
Gli errori (tutti, tranne le segnalazioni sulla punteggiatura) verranno sommati. Il gruppo che comprenderà quelli di sintassi sarà moltiplicato per 2, di semantica per 1,5, di ortografia per 1. Una volta ottenuto il risultato esso sarà arrotondato per eccesso e in decimi sottratto al punteggio pieno di 25. In questo modo si darà maggior peso agli errori di sintassi, a seguire a quelli di semantica, in coda gli errori di ortografia.

Commento
Ciò che penalizza maggiormente questa opera è la punteggiatura. Adoperata in modo errato impedisce la corretta comprensione dei concetti, delle idee espresse, della volontà dell'autore. Errori macroscopici non sono tuttavia presenti e nonostante il punteggio rilevato in base alla semplice somma delle segnalazioni, l'autore è ben consapevole delle capacità che possiede. Tanto consapevole da permettersi distrazioni e refusi inutili. Di seguito il dettaglio.

Punteggio
Sintassi: 59 x 2 = 118
Semantica: 1 x 1,5 = 1,5
Ortografia: 109 x 1 = 109
Tot: 227,5 = - 23 punti

- Sintassi (errori evidenziati in numero) 6 (ridondante ripetizione a distanza troppo ravvicinata e mancata sostituzione adeguata)
1 (uso scorretto di un articolo indeterminativo)
20 (uso improprio della "d" eufonica)
1 (pronome relativo troppo lontano dal soggetto cui si riferisce + cambio repentino del soggetto all'interno della medesima frase, che impedisce una corretta visualizzazione di ciò che sta accadendo)
1 (uso della forma passiva dei verbi impedisce la corretta coordinazione tra pronome relativo e soggetto cui si riferisce)
1 (pronome relativo troppo lontano dal soggetto cui si riferisce)
2 (mancata concordanza di soggetto e predicato)
3 (avverbio di negazione di troppo)
3 (errore "si" in luogo di "sì")
2 (scissione di un complemento preposizionale)
2 (mancata concordanza di genere dell'articolo al termine cui si riferisce)
1 (congiunzione avversativa adoperata in modo improprio)
1 (preposizione semplice di troppo)
2 (errore in un tempo verbale)
1 (errore di una preposizione a introdurre una subordinata implicita)
2 (in quanto riferentisi a nomi tipici di modelli di cappello e non così d'uso comune, sarebbe utile al lettore leggerne l'appellativo segnalato in corsivo, almeno la prima volta. Le successive sarà possibile ometterlo)
1 (mancata concordanza di complementi)
1 (in quanto riferentesi a un soggetto mai citato in precedenza, seppur sottinteso "il fucile", è preferibile il corsivo per il termine usato in modo sostantivato "il canne mozze")
2 (il segno di interpunzione precedente al periodo rende la frase sconclusionata da un punto di vista strettamente sintattico)
1 (circonlocuzione contorta: mancanza del complemento adeguato con conseguente relativa senza senso)
2 (errore nei tempi verbali: mancata consecutio)
1 (mancato corsivo per la pronuncia del nome citato "Airìn")
1 (mancato uso del corsivo per termini non entrati a far parte della nostra lingua)
1 (manca un articolo)

- Semantica (errori evidenziati in numero)
1
(uso impreciso del significato di un termine)

- Ortografia (errori evidenziati in numero)
94
(refuso, c'è uno spazio di troppo prima o dopo i puntini di sospensione in un uso scorretto di questo segno di interpunzione)
1 (manca una maiuscola)
1 (errore ortografico per "venga rifornirlo" in luogo di "venga rifornito")
1 (refuso, c'è una maiuscola di troppo)
1 (refuso, per un paio di righe c'è l'uso del grassetto improvvisamente adoperato e senza alcuna particolare funzione)
1 (refuso per "solcate" in luogo di "solcata")
1 (refuso per "una ridicolo" in luogo di "un ridicolo")
1 (refuso per "non le era" in luogo di "non lo era")
1 (refuso per "la traiettorie" in luogo di "la traiettoria")
1 (refuso per "facevano parti" in luogo di "facevano parte")
1 (refuso per "Coma" in luogo di "Come")
1 (refuso per "una traiettorie" in luogo di "una traiettoria")
1 (refuso per "erano aperto" in luogo di "erano aperte")
1 (refuso, c'è uno spazio di troppo)
1 (refuso per "nonstop" in luogo di "non-stop" o "non stop")
1 (lapsus, per "la voce di Byron" in luogo di "la voce di Brynmor") 
(non contati)(L'accezione britannica vuole che "Mr." e "Mrs." non siano seguiti dal punto. L'accezione americana invece li richiede)

- Punteggiatura
(Rilevati alcuni errori nell'aggiunta di virgole ad anticipare particelle di negazione e/o congiunzioni coordinanti)
(la mancanza della punteggiatura adeguata impedisce di comprendere appieno il senso di periodi estremamente lunghi)
(vi è la totale mancanza della punteggiatura a conclusione di ogni discorso diretto anche finito e non solo utilizzato all'interno della narrazione)
40 (uso del segno meno, in luogo del trattino lungo alto corretto a delimitazione dei pensieri)

2) LINEARITÀ DEL TESTO 23/30
Per ogni gruppo, verrà assegnato un punteggio in decimi, spiegato all'interno della valutazione. La somma del punteggio di ogni gruppo corrisponderà al voto finale per questo parametro.

- Coerenza interna 7/10
Ho rilevato alcune scorretezze evidenziate sotto un punto strettamente formale, nulla ha però impedito il corretto scorrimento del testo. Le segnalazioni mettono in luce alcune mancanze che però non creano buchi nella storia. Di seguito alcuni dettagli.
- Cap 1: "Gli era stato consigliato di portarsi un cappello scuro ed elegante e, trattandosi di una persona perfettamente in grado di capire quando ascoltare il consiglio di un venditore ambulante e quando ignorarlo, aveva deciso di acquistare un paio di calzini scuri e lunghi di lana, sperando che gli tenessero al caldo i piedi."
In questa frase è un po' come se mi si raccontasse una storia a metà. Si parla dell'urgenza - nata dal consiglio di un venditore ambulante - di possedere un cappello scuro ed elegante, ma di contra si sceglie di dare al lettore un epilogo completamente differente. Non solo non mi si spiega per quale motivo il consiglio dato a Bryn non sia valido, ma nemmeno viene detto cosa ne è stato di tal consiglio (tipo, "ho scelto di non seguirlo"), infine però è aggiunto che Bryn ha acqusitato un paio di calze di lana. Ora, questo venditore ambulante quale motivo avrebbe di consigliare un cappello scuro ed elegante se non fosse mosso da sincerità?
Perché tu ambulante elargisci addirittura i dettagli "scuro ed elegante", se vuoi solo vendere la tua merce?
E io Bryn, che ho capito che vuoi solo speculare (se no, quale sarebbe il motivo che mi induce a credere che il consiglio non sia valido? 1) non ne so più dell'ambulante o 2) penso che l'ambulante voglia fregarmi), non te lo compro il cappello, ma non ti compro nemmeno le calze. Nella realtà una cosa simile avrebbe dell'assurdo. Un venditore ambulante se vuole vendere, decanta ogni suo oggetto come utilissimo, non uno solo. E io compratore non do peso a quel che dice ma compro solo ciò di cui ho bisogno. Ciò che stona è la peculiarità del consiglio (perché proprio quello? E perché solo sul cappello?) e il rifiuto sicuro dello stesso, come se il nostro investigatore avesse visto qualcosa che non dice (argomento scorretto, perché alla fine si scopre che aveva fatto una pessima scelta).
L'autore mi sta inducendo a soffermarmi su troppi dettagli che non spiegherà o meglio, se è vero che questi dettagli sono utili, allora mi sta inducendo a pensare che lo stupido qui sia proprio Bryn. Quindi io lettore ho colto molto più di quanto non abbia colto Bryn, quindi sono più avanti di lui! Mi stai perciò dicendo che Bryn non merita il mio rispetto, perché è un fessacchiotto? No, non credo si volesse far passare questo messaggio.
- Cap 1: imprecisione. Bryn non può scoprire che l'ombrello è pieno d'acqua aprendolo, gli basterà alzarlo sopra la testa perché l'acqua cominci a defluire verso il basso. Non farà in tempo ad aprirlo, che sarà già fradicio. E comunque se dovesse scoprire che è pieno d'acqua dopo averlo aperto (perché magaro lo rivolge verso il basso), saprebbe evitare come versarsi tanta acqua addosso, avendolo scoperto prima di averlo tirato su.
- Cap 1: "Mrs. Blaskov". Il cognome della signora ha radici slave, comunque russe, orientali. In quanto tale, correttezza vuole che i cognomi siano concordati per genere e declinati a seconda della persona cui sono effettivamente assegnati. La "Signora Blaskov" pertanto possiederà un cognome che richiede una desinenza declinata al femminile. "Mrs Blaskova" ne è il risultato corretto, il suo eventuale padre sarebbe stato "Mr Blaskov".
- Cap 1: "le motivazioni che lo portarono a scegliere [...] erano due". Dato l'elenco successivo a una tale introduzione, ci si aspetta di leggere due motivazioni, appunto. Invece veniamo solo a conoscenza del fatto che il massimo cui si poteva aspirare per una cittadina non turistica era di trovare un letto rimediato in casa di una residente. In second'ordine veniamo a conoscenza che la residente ospitante sappia anche cucinare il fish and chips. E visto l'odio per il piatto succitato, appare effettivamente incoerente parlare di due motivazioni utili alla scelta. Ne si intravede una sola e seppur si volesse viaggiar di fantasia e cercare una seconda nel fish and chips, essa apparirebbe mancante di solidità, dato che per il protagonista tale piatto tipico non è assolutamete un plus incentivante.
- Cap 1: Mrs. Blaskov viene chiamata, durante la sua primissima descrizione, quale "miss". Si ritiene pertanto che la signorina di cui sopra, seppur di mezza età, non sia ammogliata. Appare quindi scorretto l'utilizzo del "Mrs." a introdurre la donna, poiché quest'ultimo nell'accezione britannica viene utilizzato solo per le donne sposate. Sarebbe utile adoperare un più corretto "Miss" o un abbreviato "Ms".
- Cap 2: appare sinceramente inverosimile che, seppur trainata da più cavalli, la carrozza abbia percoso in soli dieci minuti "chilometri e chilometri". Per quanto storicamente si possa fare riferimento a un cavallo al trotto (circa 7km/h) o al galoppo in velocità media (condizione che si può mantenere per un tempo molto breve), si presume che dato il carico da trasportare pesante e notevolmente rallentato dalla pioggia, non si possa aver superato più di 8-10km/h. In dieci minuti si sarà pertanto coperta una distanza di 1,5km, massimo 2. La dicitura quindi di "chilometri e chilometri" appare sproporzionata in quel contesto.
- Cap 2: "un'unica strada lastricata di rocce e solcata dalle ruote dei carri" appare quantomai improbabile che una strada lastricata di rocce possa essere solcata dalle ruote dei carri. Data la durezza delle pietre, è difficile che ruote di carri possano solcarle addirittura, seppur in centinaia di anni. Si vedano le antichissime strade romane, ancora perfettamente intatte (!) dopo migliaia di anni.
- Cap 5: è sconcertante che Corvo abbia poggiato la pistola sulla spalla di Bryn e fatto fuoco a pochi centimetri dal suo orecchio, senza che questi possa aver minimamente subito danni all'apparato uditivo!
- Cap 5: un fazzoletto di seta bagnato è difficilmente scivoloso come lo sarebbe da asciutto.

- Capacità espressiva 8/10Inutile girarci attorno: la consapevolezza delle proprie doti a volte genera dei mostri, altre delle piccole gemme. C'è un'età in cui si ritiene di aver compreso appieno ogni singola sfumatura della materia cui ci si sta approcciando, solo perché probabilmente risultà facile crearne dei buoni risultati. Il minimo lavoro comporta alla fine prodotti al di sopra della media... figurarsi se ci si impegnasse a fondo!
Ho rilevato una buonissima base naturale. Un talento spontaneo e fiorente. Qualcosa che non si può apprendere se non lo si possiede, corredato in questo testo dalla solita "sì, ma non si impegna". Ecco cosa c'è in quest'opera. C'è un immenso potenziale. Immenso. Lasciato seccare al sole perché non innaffiato abbastanza (nonostante la pioggia - sic!). Ottime le descrizioni, seppur troppo spesso inconsistenti a riempimento fumoso sol per generare conflitti nel lettore. Viceversa, sono presenti elementi talmente evidenti di ciò che NON si vuole dire, che alla fine si impara presto a distinguerli. Ogni personaggio è perfettamente delineato e veste panni specifici senza mai perdere di vista la propria individualità. Complessivamente l'autore è stato grandemente capace di mettere a fuoco ogni personalità, aiutando il lettore a calarsi nella storia.

- Definizione dello stile 8/10Lo stile c'è, seppur non corredato dallo studio pregresso di ogni microgranulo di polvere presente nella storia. In alcuni tratti viene abbandonata la forma pensata, favorendo costrutti troppo semplici a conclusione di un pensiero complesso. Sono cadute di stile che non ho amato, poiché risolvibili con pochissimo.
Ho amato invece tantissimo l'ironia di fondo: il sottile humor che ha permeato l'intera storia mi ha piacevolmente colpita in ogni capitolo.

3) CONTENUTO 25/25Cercherò di assegnare un punteggio quantomai coerente con uno dei quattro gruppi sopraccitati. Una volta assegnato un gruppo (Scarso, Sufficiente, Buono, Eccellente), segnalerò le motivazioni per attribuire un punteggio piuttosto che un altro all'interno del range di riferimento. Il numero che verrà fuori sarà il risultato di un'analisi, per quanto possibile, oggettiva. 

- Eccellente
Il contenuto è assolutamente completo. Storie come questa appartengono a un genere specifico che richiede un grandissimo studio pregresso. Venga esso sviscerato per amore o per dovere. Mi piacerebbe però scommettere su questo autore e tentare di indovinare che non è stata svolta una sola ricerca in modo forzato, non una sola per il puro lavoro, ma che tutto sia nato per sincera passione. Ho letto descrizioni, esternazioni e condivisioni troppo personali a spiegare teorie, nozioni e dettagli, che mi è parso di "vedere" in questa storia una raccolta più o meno intima di ciò che occupa maggiormente la mente del suo autore.
Ambientazione
L'autore è stato in grado di rendere visibile qualuque posto in cui abbia messo piede. Come se io stessa mi trovassi a calpestare quei pavimenti, tappeti o lastricati, notassi le rifiniture, mi guardassi in uno specchio e mi sentissi osservata dalle numerose maschere appese proprio in quel pub.
Descrizione personaggi
Eccellente la definizione caratteriale di ogni personaggio raccontato. Non viene dato estremo spazio al non detto, allo psicologicamente indotto, perché ciò che accade è frutto di elucubrazioni mentali riflettute e poi dette. Non sono presenti condotte ambigue dei protagonisti, così come è raccontato tutto sotto la luce della prorompente personalità di ognuno, seppur troppo spesso abbiamo avuto accesso ai pensieri del solo protagonista Bryn. Non c'è un personaggio banale, non uno fuori luogo. Ogni figura precostituita possiede una specifica motivazione a essere lì, sia in senso fisico che in senso comportamentale.
Emotività
Il punto di vista è stato relegato a quello della narrazione onnisciente in terza persona, eppure ampio spazio è stato dato al pensato di uno solo dei personaggi: quello principale, Bryn. Il costrutto creato è di un doppio POV dal quale riusciamo a cogliere dettagli più di chiunque altro soprattutto immedesimandoci maggiormente nell'investigatore. Pertanto siamo a conoscenza delle sue impressioni su luoghi, persone, azioni, fatti. Conosciamo parte delle sue paure, i suoi valori e speculazioni. Tanto basta per la lettura dei primi dieci capitoli, dalla quale è emersa una buona volontà da parte dell'autore di distribuire non sempre equamente le rivelazioni. Ciò ha permesso al lettore di empatizzare maggiormente con Bryn, capendolo, piuttosto che con chiunque altro.
Narrazione e azionePiena, motivata e ingegnosa. La narrazione viaggia su una strada piena piena di dossi. Non lascia mai il lettore tranquillo né mai lo rasserena che possa diventarlo. Le azioni sono molto ben delineate, chiare, dirette. L'autore si sofferma anche su ciò che il lettore potrebbe non aver inteso, spesso però inciampando nell'errore più banale di dirgli troppo. Nonostante ciò ho apprezzato enormemente il susseguirsi degli eventi mai noiosi.

4) COMMENTO PERSONALE 20/20 
 
Il mio voto è un 10 pieno pieno.
Questa storia rispecchia esattamente tutto ciò che amo in un libro. Realtà, mistero, ironia, pericolo, puzzle, ma soprattutto talento.
Revisionata alla perfezione e raccontata così come si conviene a questo autore, ho il presentimento possa dare molto alla lettura. Non si ha mai abbastanza di rompicapi mentali per mettersi alla prova, così come non si legge mai abbastanza di una purezza, un candore di fondo che ricordano quanto l'animo umano possa essere ben strutturato e sano. La figura tipicamente positiva che si contrappone all'oscurità, non mostrando altri che il proprio valore durante la ricerca spasmodica del "colpevole".
Questa è la lettura che amo, questa è la tipologia di "eroe" di cui voglio leggere. Intelligente, speciale, caparbio, sicuro di sé solo quando sa di poterselo permettere.
Non ne verrei mai a noia e mi rammarico davvero tantissimo non vi sia una cura certosina di quest'opera, mi strapperei i capelli per lo spreco.
Bisogna che si studi tantissimo sulle potenzialità della nostra lingua. Bisogna capire a fondo perché esistono determinate regole e soltanto dopo averle fatte proprie, scegliere volontariamente di raggirarle. Ma dovesse accadere, il lettore lo saprà. In questo caso no.
Il mio voto sarebbe dovuto essere bassissimo, quale monito di ciò che potrebbe accadere se non si lavorasse alla propria storia da ogni angolazione (sia essa formale, contenutistica, grammaticale). Ma io non sono qui per far da insegnante o scrivere di vita.
Il testo mi è piaciuto e ha toccato corde personali in modo spontaneo; è una storia che leggerei in ogni momento, che mi trascina via in un mondo alla "Wild Wild West" impossibile e possibile insieme. Il moderno Sherlock Holmes di cui si ha sempre un così necessario bisogno.
Dannazione, CestaroEnrico, io esigo che tu corregga come si deve quest'opera, la proponga a una casa editrice e ti faccia pubblicare, così che io possa leggerti: carta e inchiostro tra le mie mani!
Complimenti.

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