Nome dell'opera: C'è ancora tempo
Autore: RasoMina69
Genere: Romantico
Valutazione: primi 5 capitoli (escluso "Spazio autrice")
Lettura: primi 10 capitoli
Punteggio: 60/100
1) GRAMMATICA 7/25
Gli
errori (tutti, tranne le segnalazioni sulla punteggiatura) verranno
sommati. Il gruppo che comprenderà quelli di sintassi sarà moltiplicato
per 2, di semantica per 1,5, di ortografia per 1. Una volta ottenuto
il risultato esso sarà arrotondato per eccesso e in decimi sottratto
al punteggio pieno di 25. In questo modo si darà maggior peso agli
errori di sintassi, a seguire a quelli di semantica, in coda gli
errori di ortografia.
CommentoDal
testo emergono pochissimi problemi da un punto di vista strettamente
sintattico o semantico. La mole maggiore di errori dipende solo da
refusi o errori di battitura. Segnalazione importante a tal proposito è
quella che riguarda l'uso (abuso) dei punti di sospensione. Per quanto
si creda essi siano irrilevanti, in un testo ordinato e di scorrevole
lettura trovarne in sovrabbondanza utilizzati in modo improprio ne rende
l'importanza pressoché fondamentale. Una tale perdita di attenzione ha
purtroppo danneggiato oltremodo il testo, abbassando tantissimo un
punteggio che invece avrebbe potuto essere molto buono. Di seguito il
dettaglio utile prettamente all'autore e che potrà essere saltato a pié
pari da tutti gli altri.
Punteggio
Sintassi: 13 x 2 = 26
Semantica: 0 x 1,5 = 0
Ortografia: 147 x 1 = 147
Tot: 173 = - 18 punti
- Sintassi (errori evidenziati in numero)
7 (uso improprio della "d" eufonica)
1 (mancata concordanza di verbi)
1 ("qual'è" in luogo di "qual è")
1 (mancata concordanza di un aggettivo per numero)
1 (verbo al singolare in luogo di una pluralità di soggetti)
1 (virgola inserita tra soggetto e predicato)
1 (ridondante ripetizione all'interno della stessa frase)
- Semantica (errori evidenziati in numero)
Alcun errore rilevato per questa categoria.
- Ortografia (errori evidenziati in numero)
1 (uso scorretto di una maiuscola)
46 (refuso, manca uno spazio)
27 (refuso, c'è un punto di troppo tra i puntini di sospensione)
1 (errore ortografico "un'altro" in luogo di "un altro")
49 (refuso, c'è uno spazio di troppo)
1 (errore ortografico per "quanto" anziché "quando")
1 (errore ortografico per "scivolo' " in luogo di "scivolò")
2 (errore ortografico per "si' " in luogo di "sì")
1 (errore ortografico per "a" invece di "e")
1 (quattro puntini di troppo dopo i canonici 3 di sospensione)
1 (errore ortografico per "ne' " anziché "né")
1 (errore ortografico per "Gesu" in luogo di "Gesù")
1 (errore ortografico per "vestiro' " in luogo di "vestirò")
1 (errore ortografico per "disturbero' " in luogo di "disturberò")
1 (refuso "amaro compiti" in luogo di "amaro compito")
1 (refuso per "guardarsi" anziché "guardassi")
1 (errore ortografico per "abbraccio' " in luogo di "abbracciò")
1 (errore ortografico per "un occhiata" in luogo di "un'occhiata")
1 (refuso, rilevato il segno di due punti al posto di uno spazio)
1 (refuso, manca un punto fermo al termine di una frase)
1 (refuso la frase va a capo nonostante la virgola)
1 (errore ortografico per "E' " in luogo di "È")
2 (due puntini di troppo dopo i canonici 3 di sospensione)
2 (errore ortografico per "e' " in luogo di "è")
1 (errore ortografico "un'incubo" in luogo di "un incubo")
- Punteggiatura (segnalazioni evidenziate in numero)
33 (uso del segno meno, in luogo del corretto trattino lungo alto a delimitazione dei dialoghi)
(rilevati piccoli problemi sull'uso della virgola)
2) LINEARITÀ DEL TESTO 22/30
Per
ogni gruppo, verrà assegnato un punteggio in decimi, spiegato
all'interno della valutazione. La somma del punteggio di ogni gruppo
corrisponderà al voto finale per questo parametro.
- Coerenza interna 9/10La
mia lettura si è fermata al decimo capitolo e per quanto lineare e
reale ho riscontrato una precipitazione degli eventi talmente marcata,
da non aver inteso alcune dinamiche (che elencherò di seguito). Posso
però valutare la trama comprensibilmente centrata su qualcosa cui in
realtà la mia lettura iniziale non ha raggiunto.
1) I motivi per cui
il padre di Claudia viene descritto come un essere immondo. Non v'è
spiegazione alcuna di comportamenti che ne evidenzino la cattveria, se
non la narrazione accennata al "padre-padrone che le avrebbe suonate di
santa ragione anche solo se una bambina si fosse azzardata ad
abbracciare la madre". Suggestivo accadimento, ma non essendo stato
raccontato immettendo il personaggio-padre nella vicenda, diviene
impossibile da immaginare. Bisogna solo dare per vero l'assunto
raccontato dalla protagonista e crederle a prescindere, dato che non ce
ne dà dimostrazione in alcun episodio.
2) Prima che la protagonista
andasse via dalla sua cittadina natale, l'impressione sulla stessa era
stata fortemente legata a un'idea di "reclusione" o comunque chiusura
subita da parte di padre e fratelli che non la volevano nemmeno
fidanzata. Eppure la giovane improvvisamente acquisisce amicizie di
"vecchia data" delle quali non era stato fatto menzione all'interno di
una vita a due "Elide/Claudia" tanto profondamente raccontata.
Segnalo solo per onor
del vero e non inerente alla valutazione, che dei 10 capitoli letti v'è
improvvisamente una perdità di realtà, che porta la storia ai limiti del
paranormale, quando i due protagonisti, Claudia e Marco, ritengono di
aver visto e sentito la presenza (e l'immagine) della defunta sorellina
di lei. In quanto riguardante la narrazione di una storia prettamente
reale, appare ambiguo adoperarsi a raccontare di apparizioni di "angeli"
o comunque "segni" vissuti come qualcosa di "più grande". Non vorrei
addentrarmi in argomenti che non mi competono, ma in quanto romanzo
ambientato sul piano della realtà, ho voluto semplicemente segnalare una
tale dissonanza, che immette la storia in un genere maggiormente
fantastico.
- Capacità espressiva 7/10
Più
che sufficiente la volontà dell'autrice di portare sul piano emozionale
ciò che i protagonisti provano. Immedesimarsi nelle figure che di volta
in volta sono state descritte è apparso limitato alla volontà di
comprenderli. Riguardo alle emozioni, agli stati d'animo, alla
introspezione più pura, c'è molto parlato e poco narrato. Sono molto più
spesso i dialoghi a darci un'informazione di massima sulle sensazioni
che la protagonista sta provando, nonostante si tratti di una narrazione
con punto di vista in prima persona. POV poco sfruttato a tal proposito
e che potenzialmente potrebbe portare in modo ancor più marcato il
lettore a empatizzare con ciò che sta leggendo.
- Definizione dello stile 6/10Lo
stile è semplice, eccessivamente semplice. La narrazione procede
cronologica e sistematica, intervallandosi ai dialoghi prevalentemente
portati avanti dalla protagonista. Ho trovato poetica la descrizione dei
luoghi e delle persone, a partire ai capitoli incentrati sulla nuova
vita di Claudia a Genova. Avviene una reale fioritura psicolgica che
evidentemente si ripercuote sulle dinamiche stilistiche fino ad allora
adottate. Non ho rilevato il "marchio di fabbrica" dell'autrice, la
quale però sono certa abbia un potenziale molto alto che non sfrutti
abbastanza. Basti pensare ai numerosi refusi ortografici, che lasciano
trapelare un autore maggiormente concentrato sulla condivisione del
contenuto piuttosto che sulla precisa forma di presentazione. Eppure,
anche la forma ha un proprio valore se concordata a tutto il resto. Così
anche lo stile. Avere dei buoni "alti" descrittivi non giustifica ad
abbassare il livello nella narrazione dei fatti meno "interessanti".
Anzi, un monito che devo fare è quello di perseverare nella scrittura
migliorando complessivamente l'intero scritto, badando perciò a ogni
dettaglio.
3) CONTENUTO 18/25Cercherò
di assegnare un punteggio quantomai coerente con uno dei quattro
gruppi sopraccitati. Una volta assegnato un gruppo (Scarso,
Sufficiente, Buono, Eccellente), segnalerò le motivazioni per
attribuire un punteggio piuttosto che un altro all'interno del range di
riferimento. Il numero che verrà fuori sarà il risultato di
un'analisi, per quanto possibile, oggettiva.
- Buono
Il testo è lineare, dal contenuto migliorabile, seppur su una buona strada.
Ambientazione
Molto
buono lo stile descrittivo riservato al "periodo genovese". Meno buono
quello iniziale, privo della benché minima volontà di caratterizzarlo.
Alti e bassi che non pagano quando si tratta di coerenza stilistica. La
linea di condotta dovrebbe essere sempre la medesima sia in prsenza di
luoghi, persone, azioni che stanno particolarmente a cuore all'autore
sia che si tratti del contrario.
Descrizione personaggi
Ho
riscontrato una carenza nella descrizione sia fisica che
psicologico-caratteriale dei personaggi. Della stessa protagonista si
riesce a immaginare fisicamente molto poco e superficialmente. Stesso
dicasi per la famiglia della stessa. Famiglia che dovrebbe avere un
ruolo rilevante, dati i risvolti che contribuisce ad alimentare nella
stessa protagonista. Per quanto delineati, i tratti salienti vengono
fuori solo attravero i commenti di Claudia. Non appartengono quindi al
piano della narrazione reale, ma a quello dell'opinione univoca della
persona che ne sta descrivendo le dinamiche. Non si è mai dato parola a
tali personaggi di contorno e non si è permesso a nessuno di loro di
comunicare in prima persona.
Si tenga naturalmente presente che la valutazione prende in considerazione i soli primi 5 capitoli dell'opera.
Emotività
Le
emozioni sono parlate. Lo spazio introspettivo d'altro canto è definito
in modo assolutamente lineare, quasi documentaristico. Avrei voluto
struggimento, paura, coraggio non solo nella descrizione dei fatti ma
anche e soprattutto nella crescita della protagonista e nelle evidenze
delle azioni compiute. Invece semplicemente ella vive, racconta, fa,
lavora, ama e continua in modo monocorde e semplicisticamente a
descrivere tumulti dell'animo che non ho rilevato come potenti. Eppure,
da quel che si legge, ella ha vissuto le pene dell'inferno.
Narrazione e azioneIl
progredire delle azioni è veloce, come detto precedentemente, il tutto
però non appare sbrigativo, ma anzi funzionale all'introduzione del
fulcro della storia. Si vede che questa non è ancora ampiamente centrata
nei primissimi capitoli.
4) COMMENTO PERSONALE 13/20
Il mio voto è un 6 e mezzo.
Non
sono un'amante del genere, pertanto riscontri entusiastici sarebbe
stato difficile rilevarne. Oltretutto sono personalmente una persona che
ama testi scritti in modo molto preciso, perché ritengo che il rispetto
per ogni virgola, ogni punto e della nostra lingua, riveli sempre un
animo predisposto a lavorare. Non conosco personalmente l'autrice, ma mi
è parso di cogliere attraverso questo scritto qualcosa di prepotente,
raccontato di "pancia". Come se non ci fosse altro modo di spiegare
fatti, accadimenti, persone.
Eppure ritengo che ampio spazio sarebbe
dovuto essere dedicato a ciò che meno sembra ella apprezzi. I lati
oscuri di ogni storia vanno approfonditi e vivisezionati, in modo da
farli propri, capirli, accettarli.
Usare il proprio testo, una
propria opera, come mezzo per sublimare vecchi rancori, vecchie ferite
nascoste, cicatrici mal rimarginate. Le opere che scriviamo raccontano
molto di noi e onorarle anche con ciò che non si riesce ad accettare è
un lavoro di maturità stilistica che porta i più grandi autori ad essere
amati incommensurabilmente.
Non posso che augurarmi di leggere
ulteriori approfondimenti per ogni singolo capitolo letto di questa
storia, sperando che il tempo che l'autrice dedicherà a ciò che fa più
male sia anche foriero di ulteriore ispirazione.
Non mi resta che augurarle tutta la fortuna possibile per il futuro.