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lunedì 16 aprile 2018

[Intervista] EmmaBound

Anima, vorrei poter apprezzare la tua anima. E la mente, gli slanci emotivi e il cuore pulsante che c'è dietro ogni tuo comportamento.
Insegnami di te, permettimi di scoprirti.
Questo luogo dà conforto, e allora godiamo di ogni attimo (tè e Setteveli per noi!).
Cominciamo! Dieci domande per te.
 
1) Hai scelto la Intimate Room. Hai quindi voglia di sondare i meandri più intricati della tua psiche o forse semplicemente tentare un viaggio nel tuo cuore e scoprirlo migliore di quanto tu non creda. Sai raccontarmi le motivazioni che ti hanno condotto in questa stanza?
 
Innanzitutto, permettimi di ringraziarti per questa splendida opportunità, per avermi regalato la possibilità di lasciare a te e a tutti i tuoi lettori un pezzetto di me e del mio animo. E proprio di questo mi chiedi di parlare, oltre che della mia psiche, che personalmente reputo alquanto contorta, ma che potrebbe comunque sorprenderti. Sono qui, dinnanzi a questa splendida vista, sprofondata in questo meraviglioso divano bianco a sorseggiare il mio English breakfast con un cucchiaino e mezzo di miele di Acacia, perché voglio davvero scoprire se il mio cuore è effettivamente più speciale di quanto io lo ritenga in realtà. È un mio grosso limite, il fatto di mostrare i miei lati più intimi e profondi intendo, è sempre stata una delle mie paure più grandi, credo sia questa necessità di superare un ostacolo così grande ad avermi condotta qui. Oltre al desiderio di conoscere te, finalmente. Mi sudano le mani... me la allunghi una fetta di torta?

2) Parliamo di empatia. Pensi di possederne? In che misura e perché? Riesci a farmi un esempio?

Questa domanda mi ha spiazzato, mia dolce Mia. So per certo di essere una persona profondamente empatica, ma credo di riuscire a esserlo solamente con le persone di cui mi interessa davvero. Devi sapere che mi apro molto poco con chi mi circonda, ma quando decido di farlo è come se trasferissi la mia essenza, il mio animo, all'interno di una boccetta sottovuoto, per poi consegnarla nelle mani del fortunato che avrà l'arduo compito di avere a che fare con me. Ecco, quando la magia prende forma accadono cose singolari, come se me lo sentissi che qualcosa non mi torna, se penso a quella persona con la quale ho stretto un rapporto così speciale. Non entrerò nei dettagli, ma riesco a sentire se qualcuno a cui tengo non sta bene, anche se è distante e non me lo dice apertamente. Sento come un brivido, un tarlo nella testa che non mi molla... e alla fine mi dicono: ma come fai?!

3) Un esercizio per te. Chiedi alla persona che credi ti conosca meglio di definirti attraverso tre aggettivi. Condividili con me, e poi riflettici su per bene. Ora dimmi sinceramente: senti ti appartengono sul serio? Tu stessa avresti adoperato quei tre termini? Perché?

Mi hannodefinita: empatica, altruista e razionale. Di empatia e razionalità ti ho giàparlato prima... vedi che questa stanza è perfetta per me?! Per quanto riguardal'altruismo, posso dire di esserlo davvero. Se potessi mi accollereipersonalmente la sofferenza di chi amo, a occhi chiusi e senza pensarci duevolte. Mi hanno insegnato a condividere, a farsi in quattro per le persone acui vuoi bene e che rispetti, e poi, quando è nato Alessandro, ho capito chepotrei anche dare la mia vita per garantire la sua... ma forse questo è solo ilcuore di mamma a parlare.

4) Qual è il personaggio con il maggior peso "introspettivo" all'interno della tua opera? Per quale motivo hai dato così tanto valore alla sua psicologia?

Ilpersonaggio che arriverà a odiarmi per aver spiattellato ai lettori i lati piùfragili della propria personalità è indubbiamente il protagonista principale:Chris. In realtà, però, devo spifferarti un segreto: sto svolgendo unesperimento. Spero di riuscire a restituire al pubblico la realtà che circondaLex, il modo in cui lei carpisce il mondo che la attornia, attraverso gli occhidi Christopher, attraverso la sua mente e i suoi pensieri. È un'impresa ardua,ne sono cosciente, ma vorrei con tutto il cuore che chi legge di loro e dellaloro storia percepisca l'incanto di ciò che questa ragazza è in grado dimettere in atto: insegnare a lui come si deve guardare realmente alla vita,come possono essere vividi i colori delle emozioni che tanto si ostina arinchiudere in un angolo oscuro. 

5) C'è un lato oscuro della tua personalità che non hai mai avuto il coraggio di condividere. Tutti ne hanno uno, è probabile che il lato migliore del nostro animo derivi dalla forza necessaria a contrastare il primo. Io ti chiedo di fare una scelta tra due gruppi. Puoi sceglierne uno solo e privarti dell'altro. Su quale ricadrebbe la tua scelta? Perché?
- Affetto - Orgoglio - Lealtà - Invidia - Successo - Intolleranza
- Salute - Menzogna - Generosità - Solitudine - Intelligenza - Ira
 
Se dovessi scegliere un mondo, un'esistenza fatta solamente di valori appartenenti a uno di questi due gruppi, sceglierei sicuramente una dimensione intrisa unicamente di: affetto, orgoglio, lealtà, invidia, successo, intolleranza. La motivazione è semplice: non posso vivere senza affetto e lealtà. L'orgoglio lo sto sperimentando solo ultimamente, ma in chiave positiva direi, mentre per quanto riguarda l'invidia e l'intolleranza, beh... tenterei di combatterle con tutte le mie forze, semplicemente perché non mi appartengono, anzi, posso definirle l'antitesi perfetta di ciò che sono. D'altronde, una vita senza nulla contro cui combattere sarebbe noiosa, non trovi? Resta solamente il successo, e quello, è inutile negarlo, fa gola a qualunque essere umano.

6) Hai la possibilità di condividere la tua gioia più grande con una sola persona: di chi si tratta? Come ti senti nei confronti di coloro che non hai scelto?

La sceltaricadrebbe su mio marito, senza ombra di dubbio. È il mio migliore amico, ilmio confidente, la persona che ho scelto per camminare in equilibrio sul cigliodi questa vita (lo so che formalmente non è corretto :) ) che non sempre è facile da affrontare (sebbene nesia profondamente innamorata), l'uomo con cui ho regalato al mondo la partemigliore di me. A chi non ho scelto chiedo di comprendere: mi rammarico del fattodi aver dovuto scegliere, perché non amo ferire le persone a cui voglio bene,ma non mi sento in colpa per la decisione che il mio cuore mi ha spinto aoperare.

7) Sapresti indicarmi un'opera che definiresti "la riproduzione cartacea di te stesso"?

Credo sia "Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie"... è essenzialmente ciò che incarna a renderla la riproduzione cartacea di me stessa. Per me, la scrittura e la lettura, rappresentano una fuga dalla realtà, dalla vita di tutti i giorni, dalla razionalità che contraddistingue il mio essere. Ebbene, sono una persona estremamente realista, a volte cinica, tanto necessito di vedere e distinguere ciò che mi circonda per come è fatto realmente. Il problema è che, ogni tanto, sento il bisogno di sognare, di lasciarmi alle spalle tanta rigidità per rifugiarmi in mondi nuovi, che profumino di libertà e non di legami, responsabilità e difficoltà.

8) Qual è l'emozione che vorresti suscitare nei tuoi lettori attraverso la tua opera? Perché?

Vorrei poter percepire i loro cuori battere. Lo so che è strano, ma vorrei essere certa saggiassero esattamente ciò che provo io mentre scrivo delle emozioni dei miei personaggi: vorrei sentirli singhiozzare con Chris, urlare con Lex, ridere per il pessimo senso dell'umorismo che mi ritrovo. Ecco, vorrei che toccassero con mano la vita che c'è nei miei protagonisti.

9) Se non potessi avere a disposizione la via della scrittura, attraverso quale canale sapresti esprimere appieno la sincerità del tuo animo?

Vuoi laverità? Non ne ho idea. Lasciami bere un goccio di tè che ho ciarlato troppo eho la gola secca... Dunque... Credo che se ne avessi avuto l'occasione avreiintrapreso la strada del pianoforte, è sempre stato un mio sogno. Tuttavia,devo rispondere che è solamente tramite la scrittura che il mio animo si èsempre espresso al meglio. La mangi quella fettina di Setteveli?

10) Ultima domanda. Hai a disposizione un foglio bianco e una sola risposta: scegli di scrivermi di te oppure del frutto del tuo lavoro? Ebbene, qualunque strada sceglierai, condividine i motivi con me.

Credo favoleggerei riguardo il mio scritto, di Chris e Lex, di quanto lui sia esternazione del mio essere, lo specchio della mia anima. Chris sono io in versione maschile, con qualche sfumatura romanzata, ovviamente. È quella parte di me che ho il terrore di mostrare, la versione debole e indecisa, quella che necessita di una guida per uscire dall'oscurità. Ti racconterei della difficoltà e della dedizione con cui sto scrivendo, dell'amore e della passione che ci sto mettendo per restituire alla carta ciò che ho nel profondo del cuore. Ti parlerei delle due persone meravigliose che mi hanno spinta a scriverla, questa storia d'amore, dell'eccitazione che mi infondono giorno dopo giorno, del loro tenermi per mano mentre mi arrampico su questa montagna che è "Dove inizia la fine del cielo".

Grazie infinite per il tuo tempo, EmmaBound, è stato illuminante, divertente e assolutamente piacevole passare del tempo con te.

[Valutazione] Dove inizia la fine del cielo - EmmaBound

Nome dell'opera: DOVE INIZIA LA FINE DEL CIELO
Autore: EmmaBound
Genere:
Romantico
Valutazione: primi 5 capitoli
Lettura: primi 10 capitoli
Punteggio: 78/100

1) GRAMMATICA 20/25
Gli errori (tutti, tranne le segnalazioni sulla punteggiatura) verranno sommati. Il gruppo che comprenderà quelli di sintassi sarà moltiplicato per 2, di semantica per 1,5, di ortografia per 1. Una volta ottenuto il risultato esso sarà arrotondato per eccesso e in decimi sottratto al punteggio pieno di 25. In questo modo si darà maggior peso agli errori di sintassi, a seguire a quelli di semantica, in coda gli errori di ortografia.

CommentoQuesto è uno dei testi più corretti dal punto di vista strettamente formale valutato finora. Ho pochi appunti da fare ed essi riguardano solo alcune sviste ortografiche e qualche piccola imprecisione semantica. L'opera è scorrevole, davvero ben scritta e grazie a una buona base di punteggiatura è anche grandemente impattante dove serve.
Qualche virgola di troppo a seguire le "e" congiunzione, qualche segno di interpunzione mancante al termine dei dialoghi. Nulla che non possa essere corretto con pochissima fatica.
Di seguito il dettaglio.

Punteggio
Sintassi: 17 x 2 = 34
Semantica: 4 x 1,5 = 6
Ortografia: 5 x 1 = 5
Tot: 45 = - 5 punti

- Sintassi (errori evidenziati in numero)
1
(frase stilisticamente complessa)
3
(ridondante ripetizione e mancata sostituzione adeguata)
8
(mancato corsivo)
1
(mancata concordanza di genere tra soggetto e verbo)
2 (uso improprio della "d" eufonica)
1
(uso scorretto di un verbo)
1 (uso scorretto di una preposizione)

- Semantica (errori evidenziati in numero)
3
(imprecisione semantica)
1 (uso scorretto del significato di un verbo)

- Ortografia (errori evidenziati in numero)
3
(errore ortografico per "galà" in luogo di "gala")
1 (errore ortografico per "casquet" inesistente in luogo di "casquè" termine psuedofrancese, presente nella nostra lingua)
1 (errore ortografico per "Greygoose" in luogo di "Grey Goose") 

- Punteggiatura
(pochissime le problematiche legate alla punteggiatura. Qualche virgola di troppo e qualcuna mancante.)

2) LINEARITÀ DEL TESTO 23/30
Per ogni gruppo, verrà assegnato un punteggio in decimi, spiegato all'interno della valutazione. La somma del punteggio di ogni gruppo corrisponderà al voto finale per questo parametro.

- Coerenza interna 8/10
Un appunto necessario, saltato immediatamente all'occhio, è l'uso di un iniziale termine non consono al contesto in cui è stato adoperato, incoerente con il mesaggio che si è cercato di mandare. In luogo di un prologo sì tanto poetico, pieno, rotondo, l'uso di anche un solo termine estremamente volgare inserisce una connotazione stonata alla superba melodia che si era creata, precipitando il lettore in una situazione di amarezza che non rende affatto giustizia al testo. Testo nel quale sembra più che evidente si stia raccontando invece di qualcosa di più che celestiale: l'origine di una vita.
Venendo invece al senso globale e trattando tale parametro senza segnalazioni specifiche, una segnalazione per tal parametro deriva dal protaonista. Per quanto Chris ci indichi fin da subito la sua determinata volontà a prendere le distanze dal "maniaco del controllo Gray", alcune connotazioni peculiari (come status sociale e talento naturale in ambito lavorativo), caratteriali e fisiche ("occhi grigi [...] un corpo scolpito dalla dedizione") ricordano in modo prepotente colui dal quale è stato anche preso in prestito il nome... d'altro canto "Chris", per quanto diminutivo di "Christopher" mutua il diminutivo anche da "Christian" (sic!). Per deduzione sappiamo essere sfacciatamente ricco (possedere una Portofino di 600 CV impone un investimento di qualche centinaio di migliaio di dollari, così come essere l'abitué di quel certo locale in cui il barman sa già che il solito drink che dovrà servigli non è che una Vodka dalle svariate migliaia di dollari), è eccessivamente sicuro di sé al limite dell'arroganza, vuole avere il perfetto controllo su ciò che lo riguarda, sembra vivere in un perenne stato di "incazzatura facile" rendendosi un fruitore esperto del turpiloquio. Ha un passato assolutamente doloroso e del quale fatica a condividere, eppure basta un solo sguardo per permettere a una sconosciuta (somigliante alla moglie che è mancata tre anni prima) di fare breccia, scalfendo la rigida corazza di menefreghismo e boria che sembra appartenergli.
Dal canto suo Lex mostra incoerenza sol nell'approcciarsi a Chris stesso. Nulla (nessun comportamento, nessuna motivazione plausibile) del protagonista dovrebbe attrarre la giovane. Non c'è azione ch'egli abbia compiuto a poter razionalmente indurre una donna di primo acchito e che nemmeno può vederlo (quindi restare incantata dai suoi tratti) ad avvicinarglisi. Tuttavia, in modo del tutto inaspettato, pare che la sensibile nonché matura Lex possa addirittura valutare il buon cuore dell'altro. Eppure, il lettore è l'unico ad esser messo al corrente di ogni pensiero di Chris, e tendenzialmente dovrebbe anche essere l'unico ad accorgersi che di fatto non c'è nulla di onorevole in questo uomo sofferente, nemmeno nei pensieri (fosse anche solo per ciò che ha dovuto subire nella sua giovanissima vita). Sembra però che Alexandra sia meglio capace di intendere non solo il non detto, ma anche il farfugliante (e a tratti, in alcune circostanze, irrispettoso) modo di porsi di questo personaggio dalle "innumerevoli sfumature".

- Capacità espressiva 8/10
Ottima la capacità espressiva. L'autrice carica molto su tale parametro e mette immediatamente al corrente il lettore dei moti d'animo di ogni personaggio. E non solo gestisce con maestria ogni dialogo funzionale all'emotività che vuole condividere, ma anche tutte le azioni a giustificazione di quel determinato accadimento. C'è una pressante volontà di permettere al lettore di cogliere anche il più piccolo frammento riguardante tale parametro, sia esso legato alla sofferenza provata dai protagonisti, riguardante lo schematico modo di porsi (duro e sfacciato) di Chris, o riferito alle sensazioni di preoccupazione, rabbia e indignazione dei personaggi a contorno (come Mat, Charlie, Cecilia e Kim).
Venendo alla narrazione in sé, l'uso pressante del non detto in alcune circostanze sbilancia il testo. Alcuni capitoli terminano senza che il personaggio principale abbia esattamente detto le cose come stanno. In alcuni casi si è fortunati e vengono adoperate delle metafore in sostituzione ("una metropoli scossa dai demoni della terra" in riferimento a qualcosa di cui non è dato sapere, ma illuminazione che bisogna necessariamente sopraggiunga spontanea nel lettore), in altri invece alcuni accadimenti avverrano e basta, autoconcludendosi. In quest'ultimo caso però il lettore non saprà a cosa saranno riferiti e ricadrà nella "tela" dell'autrice, la quale abilmente avrà adoperato una buonissima tecnica per creare la giusta suspance. Ella sviluppa infatti innumerevoli spunti di riflessione e aiuta a mantenere molto alto il filo della tensione attiva ed emotiva.
Ciò che abbassa il livello globale di questo testo grandemente scritto è il turpiloquio e la troppo volgare proposizione di se stesso da parte del protagonista. Per quanto utile in alcuni momenti a permettere una comunicazione più cruda e vera della realtà, non è affatto giustificato nei confronti del lettore, che impotente non può fare altro che prenderne atto con costernazione, sentendosi ripetutamente chiamato in causa.

- Definizione dello stile 7/10La scelta dell'uso del narratore omodiegetico intradiegetico (io narrante), che è cioè presente quale personaggio della storia e che ha un punto di vista interno, è quella più giusta in luogo di una trama che richiede uno sviluppo anche emotivo dello stesso personaggio.
Ciò che a un certo punto stanca (già forse a partire dal primissimo capitolo successivo al Prologo) è la continua, persistente, a tratti snervante volontà da parte di questo personaggio di riferirsi direttamente al lettore, in un susseguirsi di commenti e digressioni su ciò che il lettore stesso potesse domandarsi, pensare, credere, con connotazioni prevalentemente grottesche dal sapore pubblicitario e a tratti che si rifanno alle più comiche storie animate Disney! Rivolgersi direttamente al lettore interrompe eccessivamente la trama, la frammenta oltremodo, rendendo protagonista qualcuno che non potrà mai difendersi se attaccato né mai "agire" sul serio sulla trama.
Nel Prologo questo stile è estremamente impattante, aiuta a immedesimarsi con il protagonsita e permette al lettore di sentirsi molto vicino a colui che parla, soprattutto in un momento che si comprende immediatamente essere molto delicato: il senso di vicinanza è talmente ben calibrato, che la volontà di seguitare a leggere si accende molto forte. Nasce quindi una spontanea empatia verso questo nuovo personaggio e si sceglie di dare una possibilità a ciò che verrà dopo.
Purtroppo però, non trattandosi di una narrazione SPSP (in seconda persona singolare presente), la scelta di inserire tali incursioni nel narrato conferisce al protagonista connotazioni di prevaricante antipatia al limite del falso: il personaggio appare costruito ad hoc, poco sincero.
Per quanto la volontà sia quella di renderlo sicuro di sé, intellettualmente superiore alla media, costantemente impegnato a dimostrarne gli effetti (addirittura sa capire ogni lettore cose potrebbe stare pensando, cosa potrebbe volergli domandare, quali curiosità siano in lui nate), la realtà che ne scaturisce è invece quella della imitazione di "un duro" di professione che invece ne indovina una su tre. Perché non sempre il lettore è disposto a permettere a un personaggio che ancora non conosce, di cui ancora "non si fida", che non gli è ancora entrato in testa, nel cuore e per cui ancora non prova stima di farsi trattare in tal maniera. Quasi fosse uno stupido. 

3) CONTENUTO 22/25Cercherò di assegnare un punteggio quantomai coerente con uno dei quattro gruppi sopraccitati. Una volta assegnato un gruppo (Scarso, Sufficiente, Buono, Eccellente), segnalerò le motivazioni per attribuire un punteggio piuttosto che un altro all'interno del range di riferimento. Il numero che verrà fuori sarà il risultato di un'analisi, per quanto possibile, oggettiva. 

- Eccellente
L'ottima modalità d'espressione rende il testo molto ben strutturato e scritto, e ciò favorisce la precisa comprensione di ogni intenzione dell'autrice. Il contenuto, di riflesso, è organizzato in modo tale da mostrare tutte le più importanti nozioni di cui il lettore necessita. Ma vediamone ogni dettaglio.
AmbientazioneL'ambientazione è descritta in modo certamente dinamico e soprattutto attraverso gli spunti dialogici, anche se gli zoom vengono sinceramente molto poco utilizzati se non per specificare quella data marca di quella data bibita, automobile, whiskey, poltrona, e via discorrendo. Abbiamo quindi un cumulo di "Belvedere", "Portofino", "Grey Goose", "Macallan", "Barcelona" in una ostentazione eccessiva della volontà dell'autrice di voler dare al suo giovanissimo protagonista il top della gamma di ogni cosa. Non siamo però al corrente se effettivamente egli conosca il pregio di ogni oggetto che possiede, liquido che assume (da patita del genere, posso dire di avere imparato a capire solo con il tempo la portata di un sorso di Mecallan, ad esempio) o se ne usi di tal genere solo perché vanesio, per il gusto di possederlo. In quest'ultimo caso avemmo connotazioni ben differenti sulla personalità di chi ci viene proposto.
Descrizione personaggi
I personaggi sono a grandi linee descritti e a grandi linee appaiono tutti molto piacenti, interessanti, fascinosi. I dettagli negativi, quando presenti, sono eccessivamente enfatizzati, dividendo tale ipotetico mondo in belli e brutti (sia d'animo, che d'intenti o d'aspetto). Tendenzialmente Lex e Chris (e rispettive amiche di letto) sono bellissimi, così come i loro parenti e amici più prossimi (Charlie e Cecilia, ad esempio). Mat mi ha ricordato il giovane e sperduto "Foggy" ancora amico avvocato di "Matt", protagonista della nota serie tv Daredavil.
Emotività
Come accennato in precedenza, molto spazio è stato conferito a tale parametro, rendendolo un fulcro portante soprattutto per il bel Chris; protagonista che attraverso i suoi più noti deliri (sia da sobrio che da ubriaco) rivolge al lettore, ma più spesso ai suoi interlocutori nella storia, ogni suo predominante moto: che sia di rabbia, preoccupazione, sofferenza, dolore per la perdita, ma anche di sicura valutazione del mondo esterno. Il suo più sincero "io" cozza molto spesso con l'immagine che invece rende nota al mondo. Molto più spesso arrabbiato, invece mostra sorrisi falsi, impreca nel novanta per cento delle volte, e ha uno scarsissimo interesse (al limite dell'indifferenza) per il benessere delle persone che si preoccupano per lui (uno su tutti, lo stesso Mat). Da lui stesso ci viene raccontato che "è sempre stato così" quindi non bisogna provare pena per il suo povero amico, che invece è abituato ad esser trattato in tal maniera.
Un appunto che devo invece fare sulla costruzione del personaggio Lex è l'orgogliosa magnificazione della sua personalità che prescinde dal suo stato di cecità. Stato che non viene mai appuntato come un impedimento, ma vissuto sia dalla protagonista stessa che da tutti coloro che le sono attorno come un naturale prolungamento di lei stessa. Questa ottima visualizzazione fatta su Lex, la rende il personaggio meglio riuscito e assolutamente meritevole di stima incondizionata.
Narrazione e azione
C'è tanto. E quel tanto è molto ben gestito... anche se a volte risulta eccessivo. C'è un troppo che in questo caso stroppia. Gli accadimenti sono numerosi e interessanti, anche se di facile intuzione ancor prima di leggerne.
Che la sbornia, ad esempio, porti a uno stato di malessere è quasi più che auspicabile, data la devastazione che pare prendere il protagonista a un certo punto, ma che per caso questa sbornia porti alle due del mattino in un luogo dove per caso sempre alle due del mattino (!) si incontri proprio la donna che ci ha tolto il senno e che per caso ella poi ci riaccompagni a casa e per caso impari a conoscerci meglio... beh... caspita, un bel pieno di casualità, che in una città come Los Angeles è probabile augurarsi, ma con così energica forza siamo quasi al limite dalla fantasia.

4) COMMENTO PERSONALE 13/20 

Il mio voto è 6 e  mezzo.
Anche in questo testo, così come in una passata valutazione, ho letto numerosissime influenze. Questa volta provenienti non solo da altri romanzi, ma addirittura da film e serie tv!
Devo però fare una premessa. Poco tempo fa ho scoperto di avere una sorta di memoria selettiva, e pare che io trattenga ogni qualsivoglia informazione di interesse con grande abilità (mi si permetta la mancanza di modestia, ahimé) e lasciando andare tutto il superfluo, l'irrilevante. Tale introduzione per spiegare che in quanto a libri, romanzi, letteratura, cultura per la lingua italiana, ma anche per film e serie tv ho una tendenza quasi ossessiva a ricordarne i dettagli. E in questo testo mi è parso di vederne a centinaia provenienti dalle più disparate fonti.
Come è stato detto in un precedente commento, ciò non rende meno pregevole tale testo sol perché "ricorda" vagamente qualcosa di diverso; né bisogna pensare che io abbia una tendenza ad affossare le storie romantiche solo perché non ne amo le sfumature, perché non è così.
Venendo all'opera in corso, ho avuto dei deja-vù, è vero, ma è anche vero che ho capito il messaggio dell'autrice, ne ho comprese le volontà, la forza con cui ella abbia a cuore di raccontare di un'evoluzione dell'animo umano.
Siamo solo all'inizio di questo romanzo per potergli dare una valutazione oggettiva e non gli si può dare giustizia fino a quando la parola fine non sarà stata stampata. Per il momento mi limiterò a dire che l'opera nel suo compresso ha un certo potenziale emotivo molto ben sfruttato, che mi incuriosisce l'evoluzione della personalità di un carattere tanto ambiguo come quello di Chris, ma ancor di più ciò che mi incuriosisce sarà valutare come i due personaggi potranno creare un legame credibile, basato sulla sincerità di entrambi. E sono più che sicura che l'autrice riuscirà magistralmente a renderci partecipi di queste sue volontà.
Perciò in bocca al lupo, EmmaBound, per l'ottimo lavoro che stai facendo! :)

lunedì 19 marzo 2018

[Intervista] ClaudiaFlour96

Mi sento piccola eppure forte. Certa di stare per accomodarmi in un luogo magico, caldo, sicuro. Godrò di ogni dettaglio, mi lascerò confortare dal morbido tappeto e dalla affascinante attrattiva che ha su di me il fuoco.
Sei a tuo agio? Bene.
Allora cominciamo!

1) Hai scelto la Intimate Room. Hai quindi voglia di sondare i meandri più intricati della tua psiche o forse semplicemente tentare un viaggio nel tuo cuore e scoprirlo migliore di quanto tu non creda. Sai raccontarmi le motivazioni che ti hanno condotto in questa stanza?

Ho scelto questa stanza perché mi ha colpito, in particolare, la citazione di Gaial al-Din Rumi: "O uomo! Viaggia da te stesso in te stesso". Scrivere mi ha servito a curare la mia anima. Attraverso i personaggi ho viaggiato con la mente e ho provato sentimenti che avrei voluto vivere nella realtà. Attraverso la stesura di Destini Incrociati ho capito che non si può scappare da se stessi perché prima o poi le tue paure e le tue ansie ti presentano il conto e solo tu puoi trovare il coraggio di affrontarle!

2) Parliamo di empatia. Pensi di pessederne? In che misura e perché? Riesci a farmi un esempio?

Empatia: un vocabolo che pochi sanno cosa significhi veramente! Oggi le persone sono sempre più prese dalla routine quotidiana, non si preoccupano veramente di come stanno coloro che li circondano. Siamo sempre concentrati su noi stessi e sul tempo che scorre così velocemente che non siamo in grado di cogliere le cose più importanti: attenzioni che ci piacerebbe ricevere o dedicare ad altri: un occhiolino, un sorriso di incoraggiamento, un abbraccio. Per me questa è empatia: capire le persone con uno sguardo. Empatia significa relazionarsi con gli altri, capirsi attraverso un semplice gesto!

3) Un esercizio per te. Chiedi alla persona che credi ti conosca meglio di definirti attraverso tre aggettivi. Condividili con me, e poi riflettici su per bene. Ora dimmi sinceramente: senti ti appartengano sul serio? Tu stessa avresti adoperato quei tre termini? Perché?

Ho chiesto ad una mia cara amica di descrivermi attraverso tre aggettivi. Lei mi ha risposto che sono buona, precisa e ambiziosa. Io stessa avrei adoperato questi termini. Ammetto che sono buona con i miei amici e i miei cari. Se loro sbagliano, cerco di farglielo capire. Sbagliare è umano, anche a me capita! Ma quando mi accorgo che in un rapporto di amicizia non c'è rispetto allora sono la prima a interromperlo! Sono precisa perché odio il disordine, anzi sono gelosa delle mie cose e questo è un difetto! Pensa che la mia stanza è definita un museo! Ambiziosa perché pretendo il meglio da me stessa, ma so riconoscere anche i miei limiti!

4) Qual è il personaggio con il maggior peso "introspettivo" all'interno della tua opera? Per quale motivo hai dato così tanto valore alla sua psicologia?

Il personaggio con il maggior peso introspettivo all'interno della mia opera è Sofia. Ho dato valore alla sua psicologia perché condivido quello che pensa, rispecchia la mia personalità. La cosa più difficile da scoprire è se esiste un posto adatto a te. Un posto in cui ti senti bene. Un posto in cui finalmente ti senti accettata così come sei. Attraverso l'esperienza di Sofia ho capito che se vuoi che gli altri ti amino devi prima amare te stessa, altrimenti ti sentirai sempre inadeguata. Devi prima accettarti come sei e, soprattutto, capire che nessuno è invincibile. Tutti noi abbiamo delle debolezze, l'importante è capire come superarle!

5) C'è un lato oscuro della tua personalità che non hai mai avuto il coraggio di condividere. Tutti ne hanno uno, è probabile che il lato migliore del nostro animo derivi dalla forza necessaria a contrastare il primo. Io ti chiedo di fare una scelta tra due gruppi. Puoi sceglierne uno solo e privarti dell'altro. Su quale ricadrebbe la tua scelta? Perché?
*Affetto - Orgoglio - Lealtà - Invidia - Successo - Intolleranza*
*Salute - Menzogna - Generosità -Solitudine - Intelligenza - Ira*

E' vero tutti noi abbiamo un lato oscuro della nostra personalità che non abbiamo il coraggio di condividere con gli altri. Se dovessi scegliere tra i gruppi che mi hai indicato, sceglierei l'affetto e la lealtà perché sono le basi di un rapporto di amicizia o di qualsiasi altro sentimento che possa essere duraturo. Tra il successo e l'intolleranza sceglierei il successo. Sarei falsa se dicessi il contrario! Tutti noi vogliamo raggiungere il successo perché vorremmo dimostrare agli altri quanto valiamo. Tra generosità e solitudine sceglierei la prima perché, come dice Sofia, non ha senso tenere per sé i privilegi non sapendo con chi condividerli! Un giorno saremo ricordati perché abbiamo amato, le cose materiali non ce li potremo portare con noi nell'aldilà! E' attraverso il nostro ricordo, che lasceremo nel cuore dei nostri cari, che continueremo a vivere.

6) Hai la possibilità di condividere la tua gioia più grande con una sola persona: di chi si tratta? Come ti senti nei confronti di coloro che non hai scelto?

Se avessi la possibilità di condividere la mia gioia più grande con una persona, questa persona sarebbe mia madre! Per me lei è un'amica, una sorella, una persona insostituibile. Voglio bene anche agli altri componenti della mia famiglia, ma con lei ho un rapporto speciale, come penso ce lo abbiano tutte le figlie con la propria madre!

7) Sapresti indicarmi un'opera che definiresti "la riproduzione cartacea di te stesso"?

E' difficile rispondere a questa domanda! Tra i tanti libri che ho letto mi sono identificata molto nel personaggio di Jane Eyre, scritto da Charlotte Bronte. Siamo entrambe persone semplici e sensibili. Quello che ci accomuna è che crediamo ingenuamente nell'amore perfetto. Nella vita bisogna combattere per ottenere ciò che vogliamo, perché nessuno ce lo offre su un piatto d'argento! Però io, a differenza di Jane, ho una bella famiglia anche se a volte mi fa arrabbiare!

8) Qual è l'emozione che vorresti suscitare nei tuoi lettori attraverso la tua opera? Perché?

L'emozione che vorrei suscitare nei miei lettori è quella di credere in loro stessi e di non arrendersi al primo ostacolo. Non importa quello che pensa la gente, l'importante è accettarci così come siamo!

9) Se non potessi avere a disposizione la via della scrittura, attraverso quale canale sapresti esprimere appieno la sincerità del tuo animo?

Se non potessi avere a disposizione la via della scrittura, sceglierei di esprimermi attraverso la musica. Mi piacerebbe, un giorno, imparare a suonare il pianoforte!

10) Ultima domanda. Hai a disposizione un foglio bianco e una sola risposta: scegli di scrivermi di te oppure del frutto del tuo lavoro? Ebbene, qualunque strada sceglierai, condividine i motivi con me.

Ho cominciato a scrivere Destini Incrociati quando ero al terzo anno di liceo. Un'età per me critica. Non mi sentivo a mio agio con i miei coetanei, ero molto timida e credevo poco nelle mie capacità. I giorni li trascorrevo studiando e, dal punto di vista scolastico, mi sentivo soddisfatta perché prendevo bei voti. Però avrei voluto provare nuove emozioni, per questo ho deciso di scrivere un romanzo, per estrinsecare i sentimenti che avevo paura di manifestare. La storia d'amore di Sofia e Michele è inventata, ma nel descrivere il coprotagonista maschile mi sono ispirata ad un ragazzo che conosco ... ma il nome non ve lo svelo!

Grazie infinite per il tuo tempo.

[Valutazione] Destini incrociati - ClaudiaFlour96

Nome dell'opera: Destini incrociati
Autore: ClaudiaFlour96
Genere:
Amore
Valutazione: primi 5 capitoli
Lettura: primi 10 capitoli
Punteggio: 46/100

1) GRAMMATICA -/25
Gli errori (tutti, tranne le segnalazioni sulla punteggiatura) verranno sommati. Il gruppo che comprenderà quelli di sintassi sarà moltiplicato per 2, di semantica per 1,5, di ortografia per 1. Una volta ottenuto il risultato esso sarà arrotondato per eccesso e in decimi sottratto al punteggio pieno di 25. In questo modo si darà maggior peso agli errori di sintassi, a seguire a quelli di semantica, in coda gli errori di ortografia.
Commento
La preponderanza degli errori si è rilevata nella sintassi. In particolare l'altalenanza non sempre elegante dell'uso dei tempi verbali ha reso il fluire della storia sinceramente spiacevole. Un'armonia di fondo dei modi e tempi verbali è necessaria quando si racconta una storia e si vuole inviare un messaggio al lettore.
Ho rilevato un "parlato nel parlato" scorretto da un punto di vista formale. L'espediente di riportare frasi dialogiche all'interno di un discorso diretto è stato quanto mai pesante.
I refusi sono tendenzialmente pochi a confronto. Alcune imprecisioni semantiche non hanno aiutato a comprendere appieno alcuni passaggi nel testo.
La punteggiatura è povera e mal adoperata. Necessarie pause sarebbero auspicabili, mentre alcune altre richiederebbero segni di interpunzione differenti rispetto a quelli adoperati. Complessivamente, se si rispolverassero le basi della narrazione e nello specifico ci si appropriasse dell'utilissimo discorso indiretto libero, sono certa che si sopperirebbe agli errori macroscopici. In questo modo il testo scorrerebbe veloce, fluido, lasciando emergere anche il più profondo significato che porta con sé.
Di seguito il dettaglio.

Punteggio
Sintassi:  101 x 2 = 202
Semantica: 10 x 1,5 = 15
Ortografia: 38 x 1 = 38
Tot: 255 = - 25 punti

- Sintassi (errori evidenziati in numero) 5 (brusco cambiamento dei tempi verbali all'interno della narrazione)
1 (il segno di interpunzione precedente al periodo rende la frase sconclusionata da un punto di vista strettamente sintattico. Periodo impossibile: composto da sole subordinate e mancante di reggente)
1 (aggiunta di una particella pronominale di troppo)
10 (ridondante ripetizione a distanza troppo ravvicinata e mancata sostituzione adeguata)
1 (il fluire della narrazione è interrotto dalla presenza del discorso diretto, pur in mancanza di reale dialogo)
33 (uso improprio della "d" eufonica)
2 (mancata consecutio tra verbi)
7 (errore in un tempo verbale)
1 (mancata concordanza dei tempi verbali uniti da una congiunzione coordinante all'interno della narrazione)
1 (frase priva di significato)
13 (errore per "si" in luogo di "sì") (cap 1-2-3)
1 (preposizione di troppo)
4 (scorretta collocazione di circonclocuzioni del pensato all'interno della narrazione)
1 (scorretto accostamento di due congiunzioni)
1 (mancata consecutio tra verbi ed errore nella formulazione di una proposizione oggettiva)
2 (ingiustificabile ed errata virgola a dividere il soggetto dal suo predicato)
3 (uso improprio di un pronome diretto/particella pronominale atona)
1 (accostamento improprio di due avverbi)
1 (preposizione scorretta a introduzione di un complemento)
1 (mancata concordanza di genere in un pronome e il termine cui si riferisce, con conseguente mancata concordanza di genere del participio passato del verbo utilizzato per riferirsi al costrutto)
1 (mancata contemporaneità in luogo di una proposizione temporale che esprime effettivamente tale costrutto)
2 (mancato uso del corsivo per termini di lingue straniere e termini medici)
1 (proposizione relativa superflua)
1 (particella pronominale mancante)
2 (mancata concordanza tra termini per numero e genere)
1 (mancata concordanza tra soggetto e verbo)
1 (congiunzione di troppo)
1 (mancata concordanza di genere)
1 (mancata concordanza nella narrazione in riferimento al racconto di se stessi in terza persona)

- Semantica (errori evidenziati in numero)
1 (frase scorretta da un punto di vista semantico)
4 (imprecisione semantica)
2 (uso improprio del significato di un verbo)
1 (ridondante ripetizione semantica)
2 (uso improprio del significato di un termine)

- Ortografia (errori evidenziati in numero)
8 (refuso, c'è uno spazio di troppo)
16 (errore ortografico per "E' " in luogo di "È")
1 (errore ortografico per "su' " in luogo di "su")
2 (refuso, c'è un punto di troppo o di meno)
5 (refuso, ".." in luogo dei tre canonici punti di sospensione)
1 (refuso per "una certo" in luogo di "un certo")
1 (refuso, mancano le virgolette di apertura del discorso diretto)
2 (manca una maiuscola)
1 (errore ortografico per "puois" in luogo di "pois")
1 (errore ortografico per "bajour" in luogo di "abat-jour") 

- Punteggiatura
(non ho amato la doppia punteggiatura a chiusura dei discorsi diretti. Per quanto in alcune edizioni utilizzata, trovo sia un nonsense nei termini. Un punto interrogativo è un punto interrogativo e conclude quella determinata frase con una domanda. Che senso ha chiudere la domanda con un punto fermo?)
(la scorretta collocazione delle virgole impedisce il fluire della lettura)
(aggiunta di esclamazioni dove non necessario)
(mancanza di punteggiatura adeguata all'interno della narrazione)

2) LINEARITÀ DEL TESTO 15/30
Per ogni gruppo, verrà assegnato un punteggio in decimi, spiegato all'interno della valutazione. La somma del punteggio di ogni gruppo corrisponderà al voto finale per questo parametro.

- Coerenza interna 7/10
Il testo è coerente anche se c'è qualche scivolone ingiustificato, soprattutto da un punto di vista emotivo/psicologico. La storia si incentra su due personaggi (Richard, un uomo di mezza età – forse anche più vecchio – italiano trapiantato negli Stati Uniti, divorziato, che vive da solo in un appartamento molto grande; Sofia, una giovane trentenne italiana, da qualche settimana trasferitasi a New York per motivi di salute), sulla nascita della loro amicizia e in parallelo racconta dell'amore ormai finito tra Sofia stessa e quello che sembra essere stato l'uomo della sua vita fino a qualche mese prima. Quest'ultimo racconto viene condiviso in forma diaristica: è Sofia che concede a Richard di leggere il diario che lei stessa teneva da ragazzina, in modo che questi comprenda a fondo il legame che ella aveva instaurato e costruito con il suo Michele.
Ciò che appare maggiormente incoerente da un punto di vista psicolgico è la subitanea fiducia che si instaura tra i protagonisti. Dopo solo qualche giorno dal loro primo incontro, i due sembrano già avere gettato le basi per una più che profonda amicizia, tanto che dopo qualche settimana Richard stesso chiederà a Sofia di trasferirsi da lui (?), proposta che verrà formalmente accettata dalla giovane poco dopo. La ragazza soffre di un disturbo cardiaco e deve operarsi nel giro di qualche mese, e pare proprio che Richard voglia solo prendersi cura di lei, in un inatteso e inspiegabile moto di umanità difficilmente comprensibile dopo una lettura tanto breve. Insomma, dinamiche altamente improbabili da un punto di vista strettamente logico.
C'è una totale mancanza di diffidenza per questo sconosciuto. Sofia, senza alcuna remora e dopo solo qualche mese, in un paese straniero, si appoggia sia fisicamente, che moralmente a questo uomo senza provare alcuna paura.
Nonostante la storia si incentri – a partire dal quarto capitolo, in cui cambia il POV – sulla vita e sul passato di Sofia, il punto di vista narrante della storia portante, o quanto meno quella a cornice, strutturata nel "presente", appartiene a Richard.

- Capacità espressiva 4/10
Così come i fatti narrati, anche le emozioni che appaiono vengono elencate quasi come fossero contenute in un catalogo informativo. Si parla di sofferenza (si riesce a sentirne la presenza, poiché alcuni accadimenti riescono francamente a evocarne il peso), si fa chiara menzione al sacrificio personale, ma c'è ampio spazio anche per il rammarico, per la spensieratezza, per il batticuore. C'è tanto materiale condiviso in modo inesperto. Si riscontra una difficoltà di base anche solo nel tentativo di immedesimarsi nei personaggi.

- Definizione dello stile 4/10
Lo stile è francamente acerbo. Gli accadimenti vengono raccontati in modo estremamente semplice e così come sono, oserei narrati quasi in stile documentaristico; nessuna specifica azione possiede fascino e la sensazione trasmessa è di potente mancanza. Manca pepe, manca sale, manca l'intonazione adatta a comprendere gli intenti dell'autrice.
Basti notare quanto, anche in presenza di un racconto nel racconto, l'autrice perferisca riportare il discorso diretto occorso tra i suoi personaggi, anziché stilisticamente rifersi a un più fluido discorso indiretto (o indiretto libero) attraverso cui avvicinarsi al lettore con maggior flessuosità.

3) CONTENUTO 15/25Cercherò di assegnare un punteggio quantomai coerente con uno dei quattro gruppi sopraccitati. Una volta assegnato un gruppo (Scarso, Sufficiente, Buono, Eccellente), segnalerò le motivazioni per attribuire un punteggio piuttosto che un altro all'interno del range di riferimento. Il numero che verrà fuori sarà il risultato di un'analisi, per quanto possibile, oggettiva. 

- Buono
Il contenuto è buono, contiene cioè tutti i parametri utili alla narrazione presentati in modo abbastanza coerente da permettere al lettore di comprenderne le dinamiche.
AmbientazioneNon fosse stato scritto che la città in cui è ambientata la storia è New York, probabilmente il lettore non si sarebbe minimamente soffermato a immaginarne le vie, i monumenti e le attrazioni più importanti. D'altro canto non si dice di questa città che il suo nome e se ne menziona un solo locale in particolare. Nel flashback diaristico è molto ben delineata Londra, anche in questo caso solo in modo informativo, manchevole pertanto di quello emotivo/emozionale legato alla città stessa.
Descrizione personaggi
A parte la diafana figura che è quella di Sofia e gli occhi celesti e capelli chiari di Michele, non conosciamo altro. Non è facile riuscire a visualizzare i volti dei personaggi. Dello stesso Richard non sappiamo immaginarne stazza, andatura, connotati fisici, ma anche e forse soprattutto le verità psicolgiche di quell che dovrebbe essere uno dei protagonisti. Non si è approfondita la personalità di ognuno, ma si è tentati di dedurla solo attraverso le loro azioni, che seppur semplici nel loro accadimento, riescono comunque a dare un'idea di massima dei caratteri.
Emotività
Credo che questo sia il parametro, riguardante il contenuto, più carente. Il solo fatto di elencare azioni e reazioni dei personaggi non è bastato a personalizzarli ed empaticamente ad affezionarcisi. Il contenuto in tal senso non è parso sufficiente.
Narrazione e azione
La narrazione è affidata prevalentemente al discorso diretto. È proprio attraverso i lunghi dialoghi tra Richard e Sofia che il lettore acquisice la maggior parte delle informazioni. Il divorzio di Richard, il tradimento di sua moglie, il viaggio e la borsa di studio di Sofia, la sua malattia, il suo ricordo di Michele. Incontriamo anche la fiamma di Richard, Miriam, attraverso i raccondi della quale vieniamo addirittura portati in Africa, e comunque in giro per il mondo alla scoperta del suo lavoro e della sua passione per i viaggi. Nei capitoli prettamente diaristici è Sofia a scrivere in prima persona, parlando della sua vacanza studio a Londra, dello studio, delle amicizie, quindi di Michele e delle prime frequentazioni con quest'ultimo. Sono tante le informazioni acquisite, così come sono tante le strade che l'autrice potrebbe percorrere approfondendo ogni singolo dettaglio. Piacevole leggere una così alta varietà di accadimenti, in un tempo del racconto comunque relativamente molto breve.

4) COMMENTO PERSONALE 16/20 

Il mio voto è un 8.
Ammetto di avere assegnato un voto di incoraggiamento. Attraverso la lettura di questo testo mi è arrivata forte l'intenzione dell'autrice: è emersa la sua volontà di raccontare una storia autentica, sentita, vissuta... e proprio perché non segue il filo della convenzionale narrazione romantica, c'è un'idea di base originale che mi è piaciuta molto.
Certo, il testo non possiede una struttura grammaticale di base che ho apprezzato particolarmente, ma ho riscontrato grande cuore in questa condivisione. Cuore che ho deciso di tentare di valorizzare per quanto questo Cafè me lo conceda.
È indubbio che ci sia da lavorare per "aggiustare il tiro", per rendersi comprensibili, forti anche nella narrazione spontanea. Maturare dal punto di vista stilistico e studiare tante piccole regole utili a rendere il nostro testo degno di essere letto da tutti.
Io naturalmente non posso che augurare il meglio a ClaudiaFlour96, sperando di leggere presto una revisione fatta a regola d'arte e proposta con altrettanto entusiasmo!