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lunedì 22 gennaio 2018

[Intervista] Fogliabianca

Prego, entra, ti aspettavo.
Prendi pure posto dove vuoi.
Io ti ascolterò abbracciando uno dei cuscini, pronta a storie meravigliose, racconti fantastici e cogliere un pezzettino di te, quello più vero.
Cominciamo!

Prima di tutto volevo salutarti e ringraziarti per la possibilità che mi hai dato di partecipare a questa stupenda iniziativa!
Non vedevo l'ora di scoprire quali domande mi sarebbero state poste.
Allora inziamo!

1) Modern Room, la stanza della verità ora a tua disposizione. La mia prima domanda è questa: con quali occhi hai varcato questa soglia? Cosa senti possa darti?

Ho varcato la soglia di questa meravigliosa ed accogliente stanza con molta curiosità e con il desiderio di mostrare la mia vera essenza, forse anche perché penso che questa esperienza possa rappresentare per me l'inizio di un percorso in grado di portarmi alla scoperta di ciò che sono realmente, ma che ho sempre avuto la paura di mostrare al mondo e che ho, quindi, cercato di nascondere, se non, perfino, di reprimere.

2) In che misura credi che la curiosità possa essere utile a uno scrittore? Perché?

Penso che la curiosità sia fondamentale in ogni campo, in particolar modo per chi ha intenzione di scrivere su carta o, nel nostro caso, su uno schermo.
Penso che la curiosità sia in grado di aprire nuovi orizzonti e di far varcare a chi la possiede la soglia che lo tiene piantato sul posto e che gli impedisce di scoprire ciò che di bello gli sta attorno.
Detto ciò, credo che lo scrittore debba sempre essere mosso dalla curiosità per vari motivi.
Egli dovrebbe provare curiosità nei confronti di coloro che leggono ciò che la sua mente e l'inchiostro della penna che tiene stretta tra le dita producono per scoprire che riscontro la propria opera ha da parte del pubblico, quali sono i propri punti di forza e cosa, invece, sarebbe meglio modificare.
Se una persona, sopratutto lo scrittore, per la motivazione sopra citata e per quella che andrò successivamente a spiegare, non è mosso da nemmeno un pizzico di curiosità e non viene spinto da quella sferzata fresca in grado di risvegliarlo dal proprio torpore che gli tappa le ali, non avrà mai la possibilità di migliorarsi.
Credo, inoltre, che la curiosità sia utile per far si che colui che scrive sia sempre intento a scavare sempre più a fondo nella propria opera e in ciò che la propria creatività senza freni lo porta a scrivere.

3) Ora che puoi, raccontami un passo particolarmente ostico della tua opera. Riesci a fare luce sui motivi di tale difficoltà?

Penso che nella mia opera, se così può essere definita, non vi sia un passo particolarmente ostico.
Ad essere onesta, la stesura dell'intero testo, benché sia ancora in corso di svolgimento, mi ha fatto sudare sette camice.
La storia parla di me e della mia vita, nonostante io cerchi di celare significati nascosti attraverso l'utilizzo di elementi fantastici o metafore.
Scrivere mi aiuta a liberarmi dai massi pesanti che mi fanno sprofondare nelle acque di un abisso tormentato, ma mettere per iscritto ciò che ti opprime e, sopratutto, cercare di riportare le tue emozioni in modo che chi legga possa immedesimarsi nel personaggio descritto, penso sia molto complicato.

4) Pensi di essere stata particolarmente originale nella caratterizzazione dei tuoi personaggi?

Mi piacerebbe dire di sì, dire che i miei personaggi sono originali e caratterizzati talmente bene dal punto di vista psicologico da distinguersi da tutti o, perlomeno, dalla maggior parte di quelli che si trovano negli altri romanzi, ma, a dir la verità, dietro la loro creazione c'è un pensiero ed una storia particolare che nonostante non li renda forse molto originali non mi porterebbe mai a decidere di modificarli.
Ogni singolo personaggio della mia storia rispecchia le caratteristiche di una persona che ha segnato la mia vita e, avendo preso spunto da coloro che conosco personalmente e sostenendo la tesi secondo la quale ognuno di noi è diverso, credo che a loro modo si facciano spazio a testa alta tra l'enorme massa dei personaggi delle storie fantasy e non.
Inoltre, vorrei presentare un mio personaggio in particolare.
Ti starai chiedendo il perché dato quello che ho appena sostenuto.
Ti rispondo immediatamente!
Roxy, la protagonista della mia storia, è un personaggio che spicca, se non per originalità creativa, per il fatto che non spesso vengono presentati personaggi così realistici e somiglianti a tutti coloro che ai giorni d'oggi sono tormentati da una bassa autostima o da continui pensieri di autocommiserazione.

5) Ti andrebbe di raccontare un episodio particolarmente significativo legato alla tua volontà di intraprendere la via della scrittura?

Fin da quando ero piccola ho sempre adorato leggere.
Leggevo qualsiasi genere, dal fantasy all' horror, dal rosa al poliziesco.
Ho sempre ammirato gli scrittori per le loro doti. Desideravo essere anche io in grado di scrivere una storia talmente coinvolgente da appassionare centinaia di lettori.
Crescendo, ho iniziato piano piano a diminuire la quantità di libri che divoravo all'anno, fino a giungere a così pochi libri da poterli contare sulla punta delle dita.
Successivamente, crescendo, ho iniziato ad avere problemi legati ai miei stati d'animo e problemi nella gestione dell'ansia.
Mi ricordo ancora quando, un bel giorno, seduta di fronte alla mia dottoressa, mi ritrovai tra le mani un piccolo quadernino colorato.
"Cosa me ne faccio?" le chiesi rigirandomi il quaderno tra le mani.
"Scrivi" mi disse lei, semplicemente.
Da quel giorno, non ho mai smesso.
Ho iniziato a scrivere cosa provavo sul momento, quello che mi provocava tanta ansia da non farmi star tranquilla un solo secondo.
Successivamente, ho iniziato ad inventare storie brevi, ed ora mi ritrovo con un racconto con un'introduzione, con una svolgimento e, successivamente, con quello che diventerà un finale!

6) Se potessi conoscere in anticipo l'accoglienza che riceverà il tuo libro e se questa fosse negativa, rimarresti comunque fedele a te stessa oppure cederesti al successo pubblicando qualcosa che non ti rispecchia?

Onestamente, penso che come chiunque altro ci rimarrei davvero male, per questo devo ammettere che la delusione mi porterebbe a rifletterci per un lungo istante.
La conclusione, però, sarebbe sempre la stessa: non cambierei il mio libro per nessuna ragione al mondo.
Esso rispecchia la mia identità e la mia anima, e non permetterei mai a nessuno di cambiarmi.

7) Quale autore è riuscito a cambiare il tuo punto di vista sulla scrittura?

Amo l'arte della scrittura e rispetto a prescindere chiunque decida di alimentarla.
Certo, ho le mie preferenze, ma nessun autore in particolare ha modificato il mio punto di vista sulla scrittura.
C'è chi è stato in grado di farmi appassionare, ma tra tutti devi ringraziare quella cerchia di autori che è stata in grado di farmi capire attraverso le proprie opere che come esse racchiudevano i propri tormenri interiori, anche i miei sarebbero potuti essere racchiusi in un pezzo di carta.

8) Invita il pubblico a "vivere" la tua opera: puoi adoperare solo un verbo.

Cavolo, questa è difficile! Penso che inviterei tutti a "lasciarsi trasportare" dal mio racconto.

9) Quale attuale indispensabile qualità porterai con te nella costruzione del "te-scrittore" di domani?

La qualità che deciderò di portarmi dietro domani così come deciderò di custodire come se fosse un tesoro prezioso è la sincerità!

10) Ultima domanda. Il viaggio nell'opportunità di conoscere te stesso e lasciare che altri imparino qualcosa di te è compiuto. Gli occhi con cui mi lasci sono gli stessi con cui sei entrato?

Devo dirti che queste dieci semplici domande mi hanno fatto capire cosa realmente voglio dal percorso che sto intraprendendo e cosa è realmente importante per me, quindi no, non uscirò da questa stanza con gli stessi occhi con i quali sono entrata.
Ora vedrò il mondo con gli occhi che riflettono la mia vera essenza, la mia vera identità.
Grazie di tutto!! È stato un vero piacere! :)

Il piacere è stato mio. Grazie infinite per il tuo tempo.

[Valutazione] Walking in my mind - Fogliabianca


Nome dell'opera: Walking in my mind
Autore: Fogliabianca
Genere:
Fantasy
Valutazione: primi 5 capitoli (escluso "Introduzione")
Lettura: intera opera finora pubblicata
Punteggio: 48/100
1) GRAMMATICA 8/25
Gli errori (tutti, tranne le segnalazioni sulla punteggiatura) verranno sommati. Il gruppo che comprenderà quelli di sintassi sarà moltiplicato per 2, di semantica per 1,5, di ortografia per 1. Una volta ottenuto il risultato esso sarà arrotondato per eccesso e in decimi sottratto al punteggio pieno di 25. In questo modo si darà maggior peso agli errori di sintassi, a seguire a quelli di semantica, in coda gli errori di ortografia.
CommentoNon negherò ciò che di evidente è emerso dalla lettura di "Walking in my mind". C'è una probabilità molto alta che numerosi refusi riguardanti l'ortografia siano dovuti alla foga della scrittura e alla mancata rilettura e/o revisione del testo prima di operare la pubblicazione. Insomma nulla di grave che non possa essere corretto con pochissimo sforzo.
Ciò che manca completamente è la punteggiatura. Ho faticato a mantenere il passo in pensieri, descrizioni, fatti. La narrazione è osteggiata da tale fandamentale struttura di base. Ho ritenuto inutile pertanto appuntarne le segnalazioni.
Un secondo punto dolente è stato la semantica. Ho rilevato un uso spropositato di termini fuori contesto per cercare di dare un peso al contenuto, ottenendo però un effetto grottesco.
Tentente all'ottimo la sintassi generale (quella che maggiormente si rileva e che riguarda l'uso dei tempi verbali, delle corrette subordinate, che insomma dà un parametro di massima aiutando nella comprensione del testo). Complessivamente l'opera va revisionata a fondo per poter essere considerata tale. Ciò che mi rammarica maggiormente è vedere un prodotto con così grande potenziale ricoperto di così tanta polvere. Risulta evidente che l'autrice sappia come tenere la penna in mano, ma la mancanza di pulizia fa un grandissimo torto a questa opera.
Di seguito il dettaglio utile solo all'autrice, gli altri potranno saltarlo a pié pari!
Punteggio
Sintassi: 50 x 2 = 100
Semantica: 12 x 1,5 = 18
Ortografia: 48 x 1 = 48
Tot: 166 = -17 punti
- Sintassi (errori evidenziati in numero)
17 (uso improprio della "d" eufonica)
23 (ridondante ripetizione del medesimo termine all'interno dello stesso paragrafo, senza mostrare segni di rafforzamento)
4 (sistematico uso del "si" riflessivo in luogo di "sì" affermativo)
1 (aggiunta impropria ci una preposizione semplice all'interno di una frase idiomatica, con conseguente sconvolgimento del senso logico della stessa)
1 (errore in un tempo verbale)
2 (uso di una proposizione subordinata, in luogo nella coordinata corretta)
1 (scambio tra prima e terza persona nell'uso di un verbo)
1 (mancato accordo di genere del participio passato al soggetto cui si riferisce)
- Semantica (errori evidenziati in numero)
11 (uso improprio del significato di un termine in luogo di quello adeguato)
1 (uso del termine "rattristire" in luogo di "intristire" o "rattristare" e mancato significato dello stesso)
- Ortografia (errori evidenziati in numero)
1 (errore ortografico per "catturó" in luogo di "catturò")
1 (refuso "un lunga" anziché "una lunga")
34 (refuso, manca uno spazio)
1 (errore ortografico per "attornava" in luogo di "attorniava")
1 (errore ortografico per "ei" in luogo dell'interiezione "ehi")
1 (errore ortografico per "esterefatta" in luogo di "esterrefatta")
1 (errore ortografico per "sopratutto" in luogo di "soprattutto")
1 (errore ortografico per "li" in luogo di "lì")
1 (errore ortografico per "un'imbarazzo" invece di "un imbarazzo")
1 (non contato) ("sgombera" in luogo di "sgombra")
1 (errore ortografico per "alleggiava" anziché "aleggiava")
1 (refuso "dento" anziché "dentro")
1 (refuso "i collo" anziché "il collo")
1 (refuso "delle maglietta" anziché "della maglietta")
1 (refuso "inizia" anziché "iniziai")
1 (refuso, mancata maiuscola dopo il punto)
- Punteggiatura
(fin dall'inizio c'è una forte tendenza a sopprimere la punteggiatura o ad aggiungerne dove non richiesta, con conseguente difficoltà di lettura e/o comprensione del testo e una pesantezza data dai periodi estremamente lunghi.)
(totale mancanza di punteggiatura all'interno del discorso diretto a chiusura dello stesso)
2) LINEARITÀ DEL TESTO 17/30
Per ogni gruppo, verrà assegnato un punteggio in decimi, spiegato all'interno della valutazione. La somma del punteggio di ogni gruppo corrisponderà al voto finale per questo parametro.
- Coerenza interna 4/10Ho potuto rilevare in soli 5 capitoli numerosi punti critici nella trama. Ne segnalerò solo alcuni, spiegando per ogni punto l'impossibilità di realtà e relativa coerenza all'interno del testo. Non ho potuto dare un voto più alto, vivendo la lettura di questo testo con un costante senso di ambiguità.
Cap 1: Roxy è immobilizzata letteralmente e in quanto tale dopo una sola riga non dovebbe avere il potere di fare un passo.
Cap 1: generale tendenza a credere inverosimile che la protagonista, in pieno spazio aperto, in bilico su una corda, possa valutare l'abbinamento dei colori dei propri vestiti, guardarsi addirittura in uno specchio tascabile. La percezione della realtà descritta è assurda rispetto a quella realmente vissuta emotivamente dalla protagonista.
Cap 1: "...prima mi era apparso un tramonto dalle sfumature rassicuranti". Fino a quando l'autore non ne fa menzione, il lettore non ha alcuna anticipazione del fatto che possa esserci qualcosa di rassicurante nell'esperienza che sta vivendo la protagonista. L'uso di una frase così tanto positiva, piazzata all'interno di un concetto pieno di tensione, appare sproporzionata e fuori luogo. La scorrettezza del senso della frase è avidenziata dall'avverbio di tempo "prima" che lascia immaginare che la protagonista avrebbe denotato anteriormente quel tramonto, ma che non ne avesse fatto mezione. Eppure la cronologia temporale di ciò che accade da quando ella apre gli occhi è talmente minuziosa, da farci sentire quella annotazione come "falsa".
Cap 1: "...dolore atroce alla spalla, talmente forte e straziante da farmi socchiudere gli occhi". Il lettore non viene messo in condizioni di immaginare una scena coerente. L'uso di termini quali "atroce", "straziante" anticipano una risposta emotivo-fisica molto forte. In questo caso invece la protagonista non fa altro che socchiudere gli occhi, quindi nemmeno li chiude completamente, ma piuttosto ne lascia una fessura, riuscendo ancora a comandare quei piccoli muscoli involontari anche in presenza di un grande dolore fisico. Successivamente a quest'ultimo, ci si aspetterebbe una chiusura totale delle palpebre (serrare gli occhi) o al contrario un'apertura incontrollata degli stessi (sgranare gli occhi), ma la via di mezzo è troppo "controllata" per apparire coerente al contesto.
Cap 2: "Tolsi in fretta il maglione di lana e la maglietta". Scorretto. Nel primo capitolo la protagonista ci informa che sta indossando una giacca (dalla quale tira fuori uno specchietto) e, dato che non viene fatta menzione della modifica dell'abbigliamento tra sogno/realtà, leggerne ora la modifica risulta incoerente per il lettore, il quale potrebbe sentirsi preso in giro.
Cap 3: "...immenso giardino pieno di fiori dai colori vivaci [...] e che alla luce del sole sembravano quasi dei piccoli diamanti." Il capitolo 2 si chiude con la descrizione di un luogo oltremodo (o)scuro, sia riguardo gli effetti visivi percepibili, sia a causa del mistero che aleggia intorno allo stesso. Il capitolo 3 introduce invece una immagine luminosa, colorata, splendente (incoerente con la descrizione precedente) che non giustifica, all'interno dello stesso, un brusco ridimensionamento della luce, quando la protagonista afferma sicura che "non potei fare altro che imbambolarmi a osservare il suo sorriso che sembrava risplendere nell'oscurità".
Cap 3: "scoprii starmi fissando da tempo". Questa affermazione è un ossimoro, poiché descrive una scoperta fatta in un preciso istante. Mostra che la protagonista non può sapere che Jordan la sta guardando "da tempo", dato che l'ha appena saputo.
- Capacità espressiva 8/10
Molto buona la capacità globale dell'autrice di esprimere le emozioni legate a determinati concetti e/o sentimenti. Molto brava quando, in alcuni momenti, tocca argomenti particolarmente forti, riguardanti l'introspezione, la messa a fuoco del proprio io, la reale volontà di condividere gli aspetti più oscuri della mente, e riesce a condividerne la crudezza in modo chiaro. Assolutamente poco convincente nei fammenti "romantici" o presunti tali, rilevati come "fuori contesto" in un'opera che avrebbe potuto girare solo attorno alla cupezza e alla mancata definizione dell'animo.
- Definizione dello stile 5/10Lo stile è nascosto sotto cumuli di polvere. C'è, ma è ricoperto di arzigogoli superflui: c'è troppo, e questo troppo risulta pesante. La tecnica va affinata. I tempi e i periodi necessitano di pause e c'è grande bisogno di semplificazione per rendere credibile un testo simile. Inoltre, l'uso spropositato delle negazioni per rendere i concetti affermativi (es "non lasciandomi la possibilità" in luogo di un più elegante "impedendomi di") a spiegare fatti e azioni importanti e/o anche situazioni complesse, non ha aiutato il lettore a immedesimarsi in uno solo dei personaggi. Si perde troppo facilmente la scorrevolezza del testo. E questo è un grandissimo perccato.
3) CONTENUTO 12/25Cercherò di assegnare un punteggio quantomai coerente con uno dei quattro gruppi sopraccitati. Una volta assegnato un gruppo (Scarso, Sufficiente, Buono, Eccellente), segnalerò le motivazioni per attribuire un punteggio piuttosto che un altro all'interno del range di riferimento. Il numero che verrà fuori sarà il risultato di un'analisi, per quanto possibile, oggettiva.
- SufficientePer quanto si possa essere riscontrata una certa "originalità" nella proposta, il contenuto non coinvolge completamente a causa di numerose piccole mancanze.
Ambientazione
Molto più che percepibile è l'assenza di una specifica ambientazione a far da struttura al testo. Quella raccontata invece è carente da un punto di vista descrittivo, purtroppo. C'è sempre e solo "un bagno", c'è "una casa", "un bar" (de quale tra l'altro se n'è descritto l'accesso tramite un "portone di legno" poco consono a un locale simile). Perfino il luogo "sotterraneo", inizialmente descritto come oscuro, appare ambiguo già dai primissimi paragrafi nel quale se ne racconta. Come ci fosse una costante patina a coprire gli occhi del lettore, il quale fa fatica a raggiungere luoghi, oggetti e persone ben definiti. Sono certa però che un'opera di revisione possa sopperire a tante e tali mancanze con pochissimo sforzo.
Descrizione personaggi
Riguardo la caratterizzazione fisica, i personaggi non sono altro che occhi e capelli. Non c'è una descrizione specifica per ogni personaggio. Da un punto di vista psicologico/caratteriale, alcuni sembrano avere comportamenti al limite della follia (Jason), passano da momenti di spensierata tranquillità all'improvvisa rabbia. Comportamenti assolutamente non giustificabili dal contesto. La protagonista stessa appare fortemente "inconsapevole".  Ma credo che questa sia stata una scelta voluta dall'autrice. Roxy non capisce, dubita di sé, non sa, non vuole. Tutto ciò che sappiamo di lei è questa volontà di mettere in atto azioni di autolesionismo. Ma all'interno dell'opera queste ultime purtroppo (per quanto crude e piene di significato intrinseco) non sono altro che fini a se stesse, dato che non apportano un senso specifico al testo. Raccontata con grande animo la sofferenza interiore, ne viene poco a galla il potenziale.
Emotività
Ambiguo anche questo parametro, anche se a un tratto mi sono domandata se non fosse questo l'intento dell'autore (bisognerebbe poterne leggere l'intera opera per valutarne la portata). Sufficiente poiché la parte narrativa ben funzionante si scontra con alcuni comportamenti incomprensibili cuciti addosso ai personaggi. Ogni specifica azione, anche da un punto di vista emotivo, non sembra essere legata da una logica di base. Una logica che quantomeno ne giustifichi gli sviluppi. Tanto potenziale la cui tecnica va assolutamente affinata.
Narrazione e azioneC'è una probabilità abbastanza alta che alcuni accadimenti descritti finora non siano comprensibili poiché l'opera non è completa. Certo, è possibile, ma da ciò che ho letto mi è parso di denotare una confusione non solo nelle azioni principali (quando ad esempio la protagonista si ritrova, quale "novellina" nel mondo oscuro e misterioso), ma anche durante il filo temporale della storia nella realtà vera. Non c'è un vero filo nella trama. La giovane semplicemente "esiste", ha un rapporto importante con Oscar e pare abbia una madre che ogni tanto la chiama e le chiede come sta. Ha un'amica Alexis, di cui sappiamo poco e niente, e vive questi "episodi" di perdita di coscienza che la portano in un mondo parallelo, le incursioni nel quale non sappiamo bene che motivo abbiano d'essere. Sono fiduciosa sul fatto che la trama debba ancora svilupparsi come si deve.
4) COMMENTO PERSONALE 11/20
Il mio voto è un 5 e mezzo.
Data l'introduzione allo stesso, mi sono preparata a leggere questo testo con grande curiosità, assaporando con grande gioia ciò che speravo sarebbe stato un buon prodotto.
Non sono riuscita a incontrare invece un sincero e definito contenuto, nonostante mi sia resa conto del potenziale davvero alto dell'autrice e di quanta profondità sembra ella possieda.
Mi sono domandata i motivi di tanti e tali refusi all'interno del testo e della poca cura con cui lo si presenta ai lettori. Mi sono risposta che probabilmente non si è data eccessiva importanza alla forma, quanto invece ne sia stata data al contenuto.
Ebbene, in presenza anche di un contenuto valido, piacevole, eccellente, la mancanza di una struttura di base impedisce a una gemma di risplendere.
C'è tanto animo. Tanto tanto animo, e avrei voluto vedere solo quello, nella sua più luminosa espressione.
Questa è stata la mia impressione. Che questa storia sia impolverata, che necessiti di amore e cura per poter diventare importante spunto di riflessione, oltreché un buon prodotto fantasy.
Auguro all'autrice tanta tanta fortuna per il futuro! :)

venerdì 30 ottobre 2015

My Cafè Littérarium

Gli amici ti conosceranno meglio nel primo minuto dell'incontro di quanto gli estranei possano conoscerti in mille anni.
-Richard Bach-

Oggi l'autunno mi ha fatto un regalo. Dopo un'intera notte di pioggia, stamattina è spuntato un pallido raggio di sole che ha riscaldato le foglie brillanti d'acqua e le strade bagnate. Nel primo pomeriggio poi, quella stessa luce è divenuta abbagliante prendendo vigore di ora in ora e accendendo i più intensi profumi di questa stagione. L'atmosfera è perfetta e la sala è pronta a ricevere la mia ospite di oggi. Anzi: i miei ospiti! Una cara amica, una batuffola pelosa dotata di baffi, coda e artigli ed un tartarughino dolce e tranquillo. Claudia, Zoe e Rughetto.
E a proposito di loro, voglio raccontarvi  una storia: la storia di una donna che improvvisamente ed incommensurabilmente ha abbracciato una vita nuova, lasciandosi stupire dall'amore che un felino può regalare. Il valore aggiunto nato dall'incontro con Zoe è stato immediato. La piccola trovatella ha fato breccia in tutti i cuori, conquistandosi di fatto un posticino nella sua nuova famiglia. E il bello nasce proprio dal fatto che la nostra Claudia mai e poi mai avrebbe pensato di lasciare entrare un gattino nella sua quotidianità. Invece adesso ne è irrimediabilmente innamorata! Queste sono le sorprese che accadono e che modificano l'andamento statico delle cose. Per questo motivo, a riprova di quanto io volessi puntare ad un corretto "abbinamento", vi propongo un frammento tratto da un romanzo moderno. La cugina americana di Francesca Segal scrive in maniera lineare e sincera di questo ostico argomento: l'inaspettato stravolgimento di una routinaria vita provocato dall'arrivo di un nuovo personaggio.
Un ciclone di rinnovata freschezza che nel caso della nostra Claudietta porta la felicità, ma nel caso del protagonista Adam... probabilmente qualcosa di diverso!
Lascerò che ognuno colga a proprio modo il senso di questo stralcio, invitando alla lettura di quel che per me è stata una storia ricca di denunce di una società forse troppo bigotta e di tentativi di venir via dalla conseguente vischiosa apparenza che ne deriva. Esattamente come un piccolo di tartaruga di proprio istinto punta alla scoperta della realtà più sincera verso il vasto oceano che sarà la sua vita!
Non perdetevi l'abbinamento speciale che in My Ricettarium sarà proposto a completamento di questo incontro tra amiche... e mentre assaggiate, accompagnatemi in questa storia!


Si alzò, con la bestiola infilata sotto il braccio come una borsetta. Mentre saliva le scale, innalzandosi sopra di lui, Ellie smise i panni della ragazza vulnerabile e tornò a essere la modella irraggiungibile che Adam aveva scorto in sinagoga - troppa pelle scoperta e due occhi svegli e perspicaci. Il maglione era scivolato giù scoprendo una spalla, e Adam non poteva ignorare le gambe nude all'altezza dei suoi occhi, la pelle vellutata appena segnata dai lunghi muscoli. Per un breve istante ebbe, chiaro e forte, l'impulso di allungare una mano e infilarla tra le cosce di Ellie.
Si ritrasse e distolse lo sguardo, imbarazzato, improvvisamente furibondo. Si era creduto immune a quello che in fin dei conti era soltanto un gretto telaio sotto cui si celavano ingranaggi ancora più gretti, e lo turbava scoprire di non esserlo. Non nutriva rispetto per lei, si disse, e questo avrebbe dovuto privarla di ogni attrattiva.
Ma, se era stato facile accantonare Ellie sul piano teorico, adesso che l'aveva davanti era tutto diverso. Il corpo di Adam aveva reagito alla sua vista, e quello che pensava di lei perdeva importanza perché in sua presenza gli era impossibile pensare. Prima di allora non gli era mai capitato niente di simile. Era patetico guardarla salire le scale. Compromettente.
Ellie si voltò. <<Aspetta, Adam, ho bisogno di parlarti. Torni presto?>>
<<Certo>> rispose lui, chiedendosi se lo avrebbe fatto davvero.

Francesca Segal, La cugina americana, pag. 36

venerdì 31 luglio 2015

Cafè Littéraire della zia

Anche l'idea è nutrimento.
- Victor Hugo -

Estate torrida e afosa, calda, appiccicaticcia.
Le membra chiedono un po' di refrigerio e sono alla continua ricerca di un filo d'aria che rimetta in sesto tutto. Rigenerante aria fresca che inutilmente attesa reclama. Smettere di muoversi perché ogni piccolo cambiamento provoca surriscaldamento negli arti, sulla pelle-sotto pelle. Così decido di restare ferma, immobile in questa stanza dal pavimento di vetro aspettando tempi migliori. Pigio un pulsante su un telecomando in modo da avviare le tende, che automaticamente coprono le lucidissime vetrate perimetrali. La stanza cade nella penombra. Alcuni libri sono sparpagliati qui in giro, alcuni aperti, altri impilati uno sull'altro. Ho sete e voglia di qualcosa di buono, ma fa troppo caldo per alzarmi. Ho paura di aver dimenticato qualcosa, una sensazione strana mi avvince. Sgrano gli occhi, poi li stringo a fessura per cercare di ricordare. Nulla. Il caldo ha cancellato anche le ultime forze. Pensare è faticoso e le idee sono terminate.
Il pomeriggio incalza e alcuni raggi di sole filtrano attraverso le tende. Non so quanto tempo sono rimasta stesa, ma d'un tratto un filo di luce punta il pendente che ho appoggiato sul petto e rifrangendosi su di esso devia il suo percorso fino ad un libro poco distante. Alzo piano la testa per valutarne l'effetto. E' molto bello ed affascina anche il mio corpo tramortito dalla calura, il quale decide di muoversi per raggiungere il testo scelto dal caso.
Che delusione! Non è quel che speravo! penso, poi mi volto e cerco ancora tra le moderne copertine ed i titoli esotici. Niente che riesca a rapirmi accattivante.
Eppure Consu ha bisogno di qualcosa di forte... continua il flusso ormai in caduta libera dei miei pensieri ...qualcosa di affascinante, ma ironico, di limpido e vero rifletto sul da farsi.
<<Questi libri non vanno bene!>> ora parlo da sola <<Lei è una donna d'azione. Una ne pensa...>> mi scopro a sorridere. Mentre porto avanti le mie elucubrazioni mentali, alzo la testa verso l'alto a cercare nuovi spunti. Sbadata inciampo sul telecomando di prima ed involontariamente avvio lo schermo tv appeso sulla parete di fronte al divano. Parte un sottofondo d'ambiente, sembra il rumore del vento. C'è solo l'audio, prendo quindi il telecomando e faccio per avviare il video. In attesa con il cuore in gola spero che il caso mi aiuti e mi regali lo spunto giusto da abbinare alla mia ospite.
<<Oh, sì! Ecco cosa preparerò per lei oggi!>> sembro una bambina a cui è stato regalato un cono gelato <<Gelato... ssssìììì!>> Ok, no! Sto divagando! <<Cavolo, è tardissimo!>> urlo alla fine, tentando di recuperare un po' della dignità persa tra pensieri e parole fuori contesto.
Consuelo sta arrivando e sono certa sarà impeccabile come al solito. E' energica, spiritosa, cordiale e pronta a mettersi sempre in gioco. So che coglierà l'ironia del mio abbinamento e spero ne sia entusiasta... ok, ok, non sono stata del tutto sincera! Non vedo l'ora di sapere quale leccornia avrà portato! Sì, è anche questo il motivo: Consu ha il profumo del pane e il sapore del cioccolato! E sta arrivando! Corro a darmi una rinfrescata giusto in tempo per accoglierla. Oggi riderò tanto e non vedo l'ora!
Restate con me? Per voi l'impossibile scalata di Ethan Hunt (agente segreto impersonato da Tom Cruise nel film "Mission: Impossible - Protocollo Fantasma") del Burj Khalifa di Dubai. Dopo però, tutti un giro da Consu per vedere cosa ci ha preparato!


sabato 10 maggio 2014

Modern Room


Ed io mi domandai rispetto al presente, quanto vasto fosse, quanto profondo fosse, quanto fosse mio.
-Kurt Vonnegut-

Come aprire gli occhi all'improvviso dopo un lungo attimo di buio e lasciarsi inondare dalla luce. Immensa, pura, rotonda, calda luce. L'aria è leggera e per un attimo i piedi nudi toccano un pavimento fresco che li rigenera. In due passi ci si può accomodare sull'enorme divano colorato. Ci si stende, lo si assapora! E la luce è così forte che si può avvicinare il volto alla stoffa e riuscire a vederne le trame. Il cotone che si intreccia fine, i colori che si sposano insieme. La gioia che una miriade di sfumature assieme riesce a dare. Catapultato in un presente così tanto ben definito, sceglie questa stanza chi ha voglia di guardarsi allo specchio e contare l'ennesimo battito del proprio cuore nell'attimo stesso in cui accade. Qui, ora. Vivere il momento.
Questa è la mia idea di Modern Room. Una stanza in cui sarà facile incontrare chi non ha paura di confrontarsi, nella quale si potrà discutere come combattere, accettare e difendersi senza mai mentire a se stessi. La stanza della realtà. Del guardarsi negli occhi con accettazione perché non c'è nulla di più bello del presente che si sta vivendo.